Terje Nordgarden - S/T (StoutMusic/Audioglobe, 2003)

Ogni tanto succede che un artista riesca a farti riassaporare l'impalpabile bruma mattutina, a rapirti con i suoi suoni e le sue songs in un turbinio di emozioni trasparenti e pure di gioia di vivere o dolenti di nostalgia e rimpianto. Tutto questo è Terje Nordgarden, un menestrello, un songwriter folk norvegese sconosciuto sino all’altro ieri: Terje ha trovato durante il suo girovagare da vecchio hippie proprio qui da noi, a Firenze, il posto ed i compagni ideali per registrare questo suo disco d'esordio, fissando stati d'animo, esperienze di viaggio, insomma un prezioso bagaglio emotivo.
E si tratta di un disco che stupisce notevolmente per freschezza ispirativa e varietà di registri interpretativi. Quella di Terje è una voce limpida, cristallina come acqua sorgiva: sembra sgorgare naturalmente dall'incontaminata bellezza della natura selvaggia della sua terra natìa!
Che Terje ami songwriters introversi ed ombrosi come Nick Drake è palese soprattutto dagli arpeggi inquieti e caldi della sua chitarra, e gli dedica anche uno squisito strumentale, Song For Drake.
Ma è vocalmente che il norvegese esce allo scoperto rivelando un'impressionante assonanza con Jeff Buckley, uno dei più grandi musicisti/songwriters a tutto tondo degli ultimi anni; anzi, non credo di sbagliare se dico che molti brani di questo omonimo lavoro sono quelli di un discepolo sensibile impegnato a cercare una luce autonoma mentre distilla e purifica scrupolosamente la poetica immensa del maestro.

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