Sweatmaster - Sharp Cut (Bad Afro, 2002)

Dalla Bad Afro arriva questo trio che si autoproclama "signore del sudore". Non so, ma a me non sembra un gran bel biglietto da visita e, infatti, la musica tiene fede (in tutti gli aspetti più deteriori) alla stilnovistica immagine, appunto, del sudore. Insomma, siamo – purtroppo - di fronte a una band competente nella tecnica strumentale, che ha ascoltato massicce dosi di rock classico e hard rock anni '70, ma che ci propina l'ennesimo tentativo di imitazione di Hellacopters e Gluecifer. Riff alla Kiss, Mott The Hoople, Black Sabbath, Led Zeppelin, AC/DC e, via, mettiamoci anche un filo di Rose Tattoo, che non li cita mai nessuno. Risultato: un disco non pessimo, ma che si dimentica all'istante e non ti lascia proprio nulla. Discutibile anche la scelta del suono di chitarra, poco crunch e molto pulita, tanto, troppo... Manca l'assalto, la botta che da una band così ci si aspetterebbe.
Immagino che, trovandosi a Turku, se uscendo si entra in un locale dove stanno suonando, la serata potrebbe essere anche divertente... Ma da qui ad aprire il portafogli per comprare un disco così, passa una certa differenza. Trascurabile.

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