Subset - Dueling Devotions (Tight Spot, 2003)

Deliziosa. Davvero deliziosa la proposta di questo trio di Austin, Texas, giunto al secondo lavoro dopo Overpass (Post-Parlo, 2000). La località d'origine vi dice qualcosa? Lo spero bene. Dunque, questo umilissimo dischetto contiene tredici canzoni, tutte piuttosto brevi, ora tenere, dolci, delicate, intrise di melodia, ora grintose, piene di ritmo, semplici ma amorevoli... Vi verranno in mente un centinaio di nomi, dai Beach Boys agli Weezer, dai Toad The Wet Sprocket ai Built To Spill (addirittura - sarà per certi accenni della voce - mi son saltati in testa gli australiani Midnight Oil!), senza che mai riusciate a mettere perfettamente a fuoco l'immagine... Eppure il risultato non è un confusissimo calderone, bensì una prova davvero ben riuscita di (college?) rock melodico ed intelligente, ora più tradizionale e pretenzioso, ora più sporco, più indie: comunque mai banale nè trascendentale, semplicemente vario e irresistibile! La produzione, affidata a John Croslin (Guided By Voices, Mates Of State), è un'ulteriore garanzia di qualità. Non riesco a trovare un pezzo che risplenda realmente più degli altri; piuttosto che un intero brano, quel che ti colpisce ad ogni ascolto sono diversi momenti o elementi in questo o in quell'altro pezzo, come intuizioni non pienamente sfruttate - come il pop da classifica invece insegnerebbe. Ma potete scegliere voi quali brani ascoltare e riascoltare ininterrottamente: la coinvolgente Bottled Solution, la ballata perfetta Slow Ride, la dolcissima All The Tea In China, o la conclusiva, lacrimevole Hometown? Un suono caldo e rinfrancante si impadronirà di voi fin da subito, lasciandosi apprezzare ogni volta di più. Ribadisco: non una bomba, nè una novità; semplicemente, per chi apprezza il genere, una delizia. Non ti cambia la vita, ma te la riempie.

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