Stars Of Aviation - The Greatest Disappointment EP (Grandpa, 2001)

A volte, la delicatezza tranquilla di certa musica sa dire molto di più di qualsiasi esplosione di chitarra. Voci sommesse e battiti che si dilatano in una emozione controllata possono davvero ispirare chi li ascolta. Gli Stars Of Aviation sembrano averlo capito meglio di tanti altri, producendo uno degli EP più belli e delicati che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi tempi.
Inclined To Fall, la prima canzone del disco, è un capolavoro di musica spaccacuore. Cominciando lenta, oscillante e con voce sussurrata, il pezzo è un crescendo di chitarre, pianoforte e batteria che prende l’ascoltatore di sorpresa e lo trasporta verso altri lidi. La seconda canzone, The Greatest Disappointment Of The Year, segue più o meno la stessa formula. E’ un waltzer desolato e minimalista, e possiede quella bellezza e delicatezza senza sforzo che ricorda a tratti un’altra validissima band inglese, i Tram di Paul Anderson. In You Buried Your Face, la musica si fa improvvisamente più rumorosa, distorta, quasi furiosa. E’ un pezzo bellissimo e sognato, più sperimentale rispetto agli altri, accompagnato da una voce soffice e sparsa che a volte risulta quasi impossibile da udire. Completamente a sorpresa, l’ultima canzone del disco, The Boy Who Held His Breath Too Long, è invece un fresco gioiellino di glam-pop degno dei Pulp dei momenti migliori, dimostrandoci così che gli Stars Of Aviation sono una band giovane ma allo stesso tempo eclettica e piena di talenti.
Nell’insieme, The Greatest Disappointment è un EP dolce e coraggioso che ricorda a tratti le atmosfere di Sigur Ros e Mercury Rev, quattro canzoni che esplorano con delicatezza i temi della crisi personale e della speranza e che scalderanno molte serate d’inverno a chi li vorrà ascoltare.

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