Sizzla - Ghetto Revolution (Greensleeves/Goodfellas, 2002)

È difficile orientarsi nella discografia già sterminata di Miguel Collins, in arte Sizzla. Snocciola album a ritmo indiavolato - e non sto nemmeno cercando di tenere conto dei singoli - con la qualità che, per forza, tende a risentirne. Ma regolarmente piazza il colpaccio, e Ghetto Revolution può essere archiviato sotto questa voce. Anche l’esperto massimo Paolone A.K.A. conferma, e io mi fido ciecamente. Se poi siete lettori della rivista cartacea per cui scrivo, avrete già visto il suddetto disco piazzato ad un onorevole settimo posto nella mia playlist dell’anno 2002.
La voce del nostro è molto particolare, con il passare degli anni e dei dischi si è fatta sempre più versatile e ardita, capace di passare da tonalità ragga stentoree a falsetti di pura adorazione e tutt'altro che caricaturali, e a tutto ciò che sta in mezzo. Philip “Fatis” Burrell, ovvero il signor Xterminator, confeziona su misura la musica, che spazia con disinvoltura tra modernità e tradizone, complice anche il coinvolgimento di nomi storici del roots quali Earl “Chinna” Smith, Sly & Robbie, Dean Fraser.
The Truth Is Revealing, Jah Will Be There, la title-track e la dubbata, splendida Have You sono solo alcuni tra i punti di forza di questo album potentissimo, permeato dalla fede Bobo Ashanti di Sizzla e dal suo parlare chiaro riguardo all’ingiustizia e alle cose che non vanno. Se riuscite a digerire le liriche antiabortiste di Love The Little Children ("purtroppo" un gran pezzo che non riuscirete a non canticchiare), è fatta.

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