Silver Jews![]() Intorno al 1989, molto tempo prima che i Pavement registrassero qualcosa, i Silver Jews esistevano già ed erano David Berman, Steve Malkmus e Bob Nastanovich, tre studenti universitari di un college della Virginia frequentanti gli stessi corsi. Dopo un album d’esordio abbastanza anonimo, impostosi all’attenzione dei media più per la presenza dei due Pavement che per il suo effettivo valore, è stato The Natural Bridge a svelarci un nuovo talento tanto musicale quanto letterario. Sì, perché David Berman è anche scrittore rinomato. La sua raccolta di prose (Actual Air) ha ricevuto recensioni encomiastiche tra i circuiti underground americani. Un po’ come Oldham e Callahan, ma con più ironia e distacco rispetto all’esperienza personale, Berman è un voyeur che si sofferma a osservare le più piccole e recondite crepe della realtà che lo circonda nell’invenzione di un mondo fatto di oggetti quotidiani, gesti umili e visioni sempre immerse nel sogno. La sua poetica e la sua musica rappresentano il diniego, l’incapacità di contaminarsi con qualcosa che trasformi la regolarità del suo tran tran quotidiano nelle leggi che anche un minimo successo può comportare (tour, interviste, video, promozioni, ecc.). La poca voglia che il Nostro aveva di fare dei tour europei gli sarà passata del tutto dopo la spiacevole “avventura” spagnola all’inizio del 1998, quando un gruppetto di malviventi locali lo ha menato, riducendolo quasi in fin di vita per fregargli il portafogli. Il nuovo album dei Silver Jews, Bright Flight, arriva dopo ben quattro anni di silenzio e, come era già accaduto per quel capolavoro che è The Natural Bridge - e a differenza dell’opaco American Water - non ci sono Malkmus e Nastanovich a infierire sul risultato finale dell’opera. Questa piccola serie di domande e risposte (chiamarla intervista sarebbe davvero troppo, vista la stringatezza dell’artista) ha avuto luogo via email.
Sodapop: Il nuovo disco arriva dopo quasi quattro anni di silenzio. Come mai così tanto tempo? David: Non so. Il tempo è volato via. Ho staccato la spina per un secondo ed erano già passati quattro anni. S: Qual’é il significato dietro al titolo? D: È sinonimo di uno stato d’animo di distensione. S: Quanta influenza ha avuto sul disco il fatto di vivere a Nashville? D: Scommetto che stai parlando dei fantasmi di Nashville, vero? Erano sempre nei paraggi, specialmente quando ero in studio. S: I Silver Jews sono nati prima dei Pavement e ci sono ancora adesso che i Pavement non ci sono più. Sembra che sia impossibile per i critici scrivere una recensione sui Silver Jews senza menzionare i Pavement. D: Beh, anni fa sono stato così tormentato che adesso non ci faccio manco più caso. Quello che voglio dire è che un tetto bucato sarebbe una preoccupazione più urgente. S: Il punk rock è morto, ma Stephen Merritt dei Magnetic Fields ha detto recentemente che anche l’indie rock è morto. Tu cosa ne pensi? D: Amico, ho letto un sacco di articoli che riguardano quel ragazzo. Spara sempre un sacco di cazzate. Spero di non dover mai ascoltare la sua orribile musica. Per quanto riguarda l’indie rock, per me significa soltanto non registrare dischi per le major. S: Dove hai comprato quella splendida camicia western che indossi nella foto sul retrocopertina del disco? D: Katy K's Ranch Dressing, 12th ave., Nashville. S: In un vecchio catalogo della Drag City qualcuno ha descritto la musica dei Silver Jews come “la tradizione letteraria sudista dentro a un juke-box”. Quali sono le tue più grandi influenze letterarie e quali sono i dischi che ti hanno spinto a fondare una band? D: Io credo che i Silver Jews siano stati influenzati soprattutto dalla commedia e dalla tragedia. E certamente dai The Band. S: Qual’è stato il primo concerto che hai visto in vita tua? D: Zeitgeist a Dallas. S: Ce la fai a vivere di poesie e canzoni? D: A te piacciono gli Yes? S: Ci sarà la possibilità di vederti suonare dal vivo in Italia? D: È possibile. S: Quali dischi farebbero parte del tuo juke-box ideale? D: Dinosaur Jr - You're Living All Over Me, Rolling Stones - Beggars Banquet, New Order - Greatest Hits, Bob Wills - Last Time Around, Royal Trux - Sweet Sixteen, The Pogues - Rum, Sodomy & The Lash, Butthole Surfers - Hairway To Steven, Mercury Rev - See You On The Other Side, Charlie Rich - Behind Closed Doors, Jimmy Martin - You Don't Know My Mind. |