Sigur Rós - Bollate (MI), 25/06/03
Metti una notte nella imponente Villa Arconati, vicino a Bollate: la cornice del parco è azzeccata, suggestiva.
Peccato per le zanzare che assalgono a stormi: si nota una strana polvere nell'aria già dai fanali delle auto, ma sono gli insetti... Per fortuna l'organizzazione ha pensato a tutto e vengono distribuite all'ingresso intere scatole di provvidenziali bombolette anti-zanzare.
Quando arriviamo sono già in azione Kimmo Pohjonen Kluster, una specie di progetto elettro-zarro-folk gestito da due ragazzoni esagitati, bardati con appariscenti gonnone a strisce: fisarmonica, elettronica ed effettacci producono un qualcosa di estremamente caotico, noioso e spesso ridicolo.
Assolutamente bocciati; ma il pubblico sembra apprezzare questa "strana" proposta e applaude convinto: dato il budget degli islandesi ed il prezzo dei biglietti, magari c'era posto per un gruppo più interessante, pazienza.
I Sigur Rós, grazie a dio, sono tutt'altra cosa. Accompagnati dal quartetto d'archi femminile Amina, ammaliano invece di stordire, stupiscono invece di stancare; sebbene alcune mosse possano essere facilmente previste (anche se quando Jonsi armeggia chino sui pedali della chitarra c'è chi si alza dai posti, rigorosamente a sedere, per vedere meglio cosa succede...). Molti i pezzi dall'ultimo ( ), qualche ripescaggio ad effetto da Agaetis Byrjun, su tutte la splendida Hjartad Hamast con quell'attacco di batteria eccezionale a metà canzone. Anche un paio di pezzi inediti, che somigliano alla seconda parte dell'ultimo disco, più rock in senso quasi Radioheadiano: forse dobbiamo cominciare a preoccuparci? Vedendo l'entusiasmo esagerato dei fans, pronti a battere le mani e ad urlacchiare ad ogni secondo, ad ogni minima variazione nel brano, si direbbe di sì: si sprecano gli applausi fuori luogo e gli urletti... Un paio di ragazze dietro di noi accennano il vocalizzo di Svefn-G-Englar all'inizio di OGNI brano, credendo di riconoscerlo. Musica così intima e raccolta ha qualche svantaggio con i grandi numeri, ma ne è valsa la pena.

cosa dire senza cadere nella retorica,nulla.forse che senza di "loro"
non vedrò mai il concerto più bello della mia vita.
ororo
Ehm, e questa sarebbe la recensione di un concerto? Pure in due vi siete messi...
Prima, quando ho postato nel thread Sodapop versus Sentireascoltare, pensavo che
tanta sicumera dipendesse dal fatto che non aveste scheletri negli armadi. E' vero:
c'è solo qualche ossicino :-)
Ivano Rebustini
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