Sigur Rós e Mice Parade - Milano, 12/04/01

Arriviamo a destinazione per le 21.15, dopo aver impiegato un'ora e mezza per uscire da Genova, visto che tutti i turisti intasavano i caselli autostradali per andare in villeggiatura come ogni italiano che si rispetti. Ci perdiamo così, per colpa loro, dei "turisti", almeno metà del concerto dei Mice Parade. Per quanto ho potuto sentire, ci siamo persi un gran gruppo, che se su disco sono una one-man band o qualcosa del genere, dal vivo sono in sei che suonano gli strumenti più disparati (una chitarra strana, violino, tastiere, arpa cinese, due batterie.) Tra l'altro, cosa che ignoravo, alla batteria sedeva niente meno che Doug Scharin (June of '44/Him), che logicamente è risultato impagabile e impressionante... Il loro post-math con piccole incursioni elettroniche è risultato veramente di buon gusto e molto trascinante.
Poco dopo, in un Teatro Ciak assai gremito, salgono sul palco i quattro islandesi, per questa occasione accompagnati da un quartetto d'archi. Un suono glaciale ed emozionante quello che esce dagli amplificatori, tutto è perfetto, dal modo di suonare (arricchito in malinconia e dolcezza dagli archi) all'acustica del teatro. La voce è eterea e si dimostra anche meglio che su disco, arricchita com'è da effetti, delay ed echi vari, che se da una parte "snaturano" un po' il risultato, dall'altra rendono il tutto ancora più suggestivo. La chitarra è suonata per tutto il concerto, salvo che per alcuni istanti qua e là, con l'archetto, molto ledzeppelianamente, e sempre molto molto "leggera" e "sinfonica". Dopo quasi due ore Jonsi (chitarrista e cantante) lancia la chitarra stizzito e col resto della band se ne scappa in camerino. Dopo un paio di minuti tornano sul palco a suonare Svefn-G-Englar, nel tripudio di lacrime dei presenti e mai una band è riuscita a trascinare le mie emozioni in un concerto. Tra l'altro la scaletta della serata, a parte quattro pezzi di Agaetis Byrjun, è stata interamente basata sull'album nuovo che uscirà per la fine dell'estate, e che, logicamente, si preannuncia essere un capolavoro. Per una sera il vento gelido dell'Islanda (e mi riprometto che ci andrò a vivere) è soffiato anche nella triste e brutta Milano…

La vostra recensione del concerto dei Sigur Rós mi perplime.
Audio pessimo con ronzii vari e concerto deludente.
Lui assai debole come presenza scenica.
Ciao, L.

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