Shriekback - monografia
Discografia
“Gli Shriekback producono funk per l’uomo che pensa e ragiona” (B.Andrews)
Gruppo nato discograficamente nel 1982 dall’unione di Barry Andrews (già tastierista degli XTC nei loro primi due LP e dei League Of Gentleman di Robert Fripp), Dave Allen (impossibile non aver notato il suo contributo al basso nei primi due album dei Gang Of Four) e Carl Marsh (di cui si ricorda l’esperienza con i misconosciuti Out On Blue Six), con questa prima formazione di base durata fino al 1985, gli Shriekback producono materiali di indubbio fascino. La loro musica è un particolare ibrido delle loro precedenti esperienze: un “funky” avvolgente e sensuale (dominato dall’uso torrenziale delle tastiere, una sezione ritmica travolgente sempre in primo piano con cui il canto magnetico di Carl Marsh si integra...seducente) che si fonde ad atmosfere post punk con frequenti soluzioni al limite del minimalismo. La loro schizofrenica personalità musicale sarà per anni una ricchissima sorgente di sorprese.
Il miniLP di esordio Tench, frutto di un lungo lavoro con un gruppo molto ampio di collaboratori, mostra alcuni dei semi di ciò che l’anno dopo avremmo sentito germogliare: Care, appunto. Il primo LP vero e proprio offre un suono più notturno, introspettivo, essenziale ma estremamente intrigante nella sua astrattezza. Un album dalla vena sperimentale, da cui riescono ad eliminare le scorie degli eccessi funky trattenendo i raffinati intrecci ritmici che incantano, stuzzicano, coinvolgono: dalla calda e notturna Cleartrails ai fraseggi minimal-ambient di Hapax Lagomena, dalla soffusa e dilatata Evaporation alla inquietante e marziale Lines From The Library.
Dopo Care, nella fase di distacco dall’etichetta indipendente Y Records, vede la luce (proprio per la loro ex etichetta) un nuovo disco, perfettamente legale ma non autorizzato dal gruppo perché ritenuto creato da registrazioni incomplete: Jam Science. Otto brani di funk elegante ed evoluto, con almeno tre pezzi da menzionare (Under The Light, Hand On My Heart e Midnight Maps), che segnano la loro fase più ritmicamente “dance”. Di Jam Science uscirà anche la versione ufficiale per la Arista, che si differenzia per i diversi mixaggi e per la sostituzione di alcuni brani (non ci sono più International e Putting On The Pressure; ci sono, invece, Suck, Mercy Dash, Hubris e Achtung). Il livello è il medesimo anche se l’album uscito per la Y Records è dotato di maggiore omogeneità, anche se privo del raffinato Hubris, ma anche della non proprio riuscita Mercy Dash (uscita anche come singolo), costruita su di una base ritmica dance, rimasta vittima del tempo che passa.
Dal 7” Hand On My Heart il batterista Martyn Barker, gia loro saltuario collaboratore, è stabilmente in formazione.
Nel 1985 esce Oil & Gold: disco che costituisce un’evoluzione rispetto ai precedenti, nel quale le atmosfere si fanno più dinamiche e il suono più pieno e denso. I brani sono molto diversi fra di loro ma l’effetto è quello di una creazione estremamente equilibrata dove ogni particolare è collocato al punto giusto nel momento giusto. Tuttavia in questo disco si inizia a percepire chiaramente il tira e molla stilistico fra Marsh ed Andrews: il primo orientato verso soluzioni più fragorosamente funky, il secondo verso una ricerca più attenta delle atmosfere.
Particelle orientaleggianti in Hammerheads e Coelocanth ma anche climi placidi e dilatati in This Big Hush e nella bellissima e dolcissima Only Thing That Shine. Robustissima Health & Knowledge...e classico stile hard-funky - con un po’ di soul - in Fish Below The Ice, Malaria ed Everything That Rises Must Converge. Una sezione ritmica stellare, mentre alla chitarra, ad integrare quella di Carl Marsh, compare anche Lu Edmonds.
In questo periodo di particolare staticità della scena live internazionale gli Shriekback si rivelarono una eccellente live band, riuscendo, con l’aiuto di un valido gruppo di musicisti, a tenere il palco con energia ed aggressività uniche.
Nel 1986 Carl Marsh se ne va e da allora Barry Andrews dà la voce ad ogni pezzo degli Shriekback. Esce Big Night Music, il disco più tranquillo, armonico e (a dispetto del titolo) solare. Il basso di Dave Allen si è fatto più delicato e rotondo; compaiono i fiati. Il disco si fa ascoltare con molto piacere.
Difficile dire la stessa cosa di Go Bang! che lo segue due anni più tardi. Non c’è più Dave Allen e sembra che il gruppo abbia perso anche l’ispirazione. Arrangiamenti troppo levigati alla cosciente ricerca di un suono più commerciale, per pezzi in cui manca il tocco magico di un tempo e quella “corposità” che era la caratteristica del suono Shriekback. Ne viene fuori un disco sterile, costantemente sotto tono. Brano dopo brano sembra di ascoltare la pessima copia di Oil & Gold, dove Dust & Shadows prova a ricostruire le atmosfere di This Big Hush, senza il respiro che rendeva immensa quest’ultima. Gli Shriekback di Barry Andrews, coadiuvato dai musicisti che completavano la live band, sono solo l’ombra di ciò che erano soltanto due anni prima. Per fortuna Go Bang! è l’unico vero passo falso, anche alla luce di ciò che abbiamo tra le mani oggi.
Seguono anni di silenzio in cui si moltiplicano i progetti collaterali, pochi dei quali realmente degni di nota, ed escono sul mercato svariate compilation: The Dancing Years (Island, 1990), in cui attraverso varie reincisioni è evidenziata e moltiplicata la vena più dance del gruppo. Disco non disprezzabile in cui si possono ascoltare anche alcune ottime versioni dal vivo di vecchi brani (Suck e Hammerheads in particolare). Seguono Priest & Kannibals (Arista, 1994) e Natural History (doppio CD, Essential, 1994), che raccoglie Infinite ed Evolution, altre due precedenti raccolte che testimoniano gli anni magici 82-85).
Nel 1992 (poi riedito nel 1998) vede la luce il nuovo CD per l’etichetta gestita da Dave Allen, la World Domination: Sacred City è il titolo. C’è di nuovo Dave Allen in formazione. Il disco è interessante e si mantiene costantemente su buoni livelli. Gli Shriekback sono cambiati: meno irruenti, più pop, ma un pop trasversale sempre molto ritmico e d’atmosfera che continua ad affascinare e incuriosire. Il respiro si è fatto più corto, ma il gruppo ha grande dignità e tanto coraggio, tantoché con il nuovo Naked Apes & Pond Life conferma una ritrovata ispirazione e grande eleganza compositiva. Molti sono i pezzi strumentali, quasi ambient, a completare un disco per metà gia pronto da almeno due anni, ma sostanzialmente e impulsivamente voluto da Martyn Barker e Lu Edmonds che fondano appositamente la Mauve Records, in un momento in cui il gruppo Shriekback di fatto non esiste più.
Per chi ha “orecchie aperte” (non ha preclusioni di genere), l’esperienza Shriekback potrebbe risultare entusiasmante e il consiglio è di iniziare l’ascolto con il doppio CD The Y Record Year (Essential, 2000), in cui sono contenuti per intero Tench e Care, più un piccolo contorno di pezzi di quegli anni di cui almeno uno bellissimo nel suo incedere ritmico-ipnotico: Despite Dense Weed, giustamente presente anche in Evolution e nell’ultimissima importante ed interessantissima raccolta di inediti, Aberration 81-84, curata dai componenti del gruppo stesso.
I loro dischi, dei quali solo Jam Science non è mai stato ristampato su supporto digitale, sono tutti abbastanza facilmente reperibili in Internet attraverso vari siti, dove è possibile trovare anche materiale usato non più regolarmente in circolazione: www.gemm.com; www.promusicfind.com; www.musicstack.com; pages.ebay.com/index.html.
Sempre in Internet sono due i siti principali dedicati al gruppo: www.shriekback.com e www.emdac.demon.co.uk/phil/shrkindx.html.
Dal sito www.emusic.com è possibile scaricare un album inedito contenente registrazioni di un concerto tenuto il 19 marzo 1983 a Gloucester e versioni remixate di Feelers e Petulant. Per gli appassionati, assolutamente da non perdere.
Daniele
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