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Scarce Cosa potrà mai avere di tanto speciale una rock'n'roll band che è riuscita a realizzare un solo album nel corso della sua breve e sfortunata carriera? Boh! Questa monografia nasce innanzitutto proprio per vendicare questo gruppo, che tanto successo avrebbe meritato, della sfiga che ha avuto; ed è pertanto, come al solito, ispirata prevalentemente da un amore cieco e sviscerato del sottoscritto. Può servire forse sapere che la loro musica è stata definita come "i Beatles incontrano i Pixies", anche se la cosa non mi trova del tutto d'accordo. Di certo in essa compaiono intuizione melodica e aggressività (si è parlato infatti di "sensibilità pop post-grunge"), ma ci sono in più un trasporto emotivo e una carica di energia (evidenti specialmente dal vivo) tali da rendere le composizioni non mere opere fini a se stesse, da ammirare in maniera distaccata; esse diventano invece emozionanti storie che autore e ascoltatore condividono consapevolmente. Siccome il "disco quadruplo", auspicato con triste ironia dalla bassista poco prima dello scioglimento, non uscirà mai, accontentiamoci di quel poco che gli Scarce hanno prodotto: è tutto materiale di prima qualità. Lo confermano i titoli degli articoli che sono stati scritti su di loro, che mettono in risalto il "rare talent" o il "rare groove" della formazione, sulla cui unicità spero non vi siano ulteriori dubbi. Non indovinerete mai la definizione coniata per loro dal Melody Maker…"A true rarity"! Non siete ancora convinti?!
Discografia Album:
Negli Scarce si ritrovano lo stesso spirito punk e la tensione emotiva che animavano gli X, uniti a più moderne formule sonore (chitarre moderatamente rumorose) e sostenuti da una provata e sensibile onestà, che rende le emozioni suscitate dalle canzoni realmente apprezzabili. Non mi stancherò mai di sottolineare questa cosa: quando un gruppo è falso, costruito e artificioso, di solito si sente, si vede, si capisce subito. L'amore vero è un sentimento sincero: pertanto è impossibile innamorarsi di una band di poseurs, di eroi fasulli, insomma di stronzi. La musica che resta nel cuore - qualsiasi tipo di musica essa sia - è quella suonata con onestà e sincerità, che trasuda entusiasmo puro e genuino. Tutto questo per introdurre gli Scarce, un innocuo e poco appariscente trio americano, che ha riempito i suoi pochi lavori di strabordante passione. A guidare l'"energetic rock trio" di Providence, Rhode Island, è Chick Graning, grande fan dei T. Rex ed ex-Anastasia Screamed, formazione bostoniana nota a pochi ma di notevole talento - peraltro riconosciuto dalla critica -, autrice di un paio di album (Laughing Down The Limehouse e Moontime) su Roughneck/Fire Records. Lo accompagna la fedele bassista Joyce Raskin, che non si limita a suonare lo strumento ma partecipa assai attivamente alla creazione dei brani, cantandovi pure in diverse occasioni; oltre a ciò, è anche autrice degli splendidi dipinti che costituiscono l'artwork delle copertine dei dischi. Alla batteria troviamo invece Jud Ehrbar sino al '94, sostituito poi da Mike Levesque. All'epoca, Chick è fidanzato con Tanya Donnelly dei Belly, con i quali suona e canta sull'album Star (Warner Bros/Reprise, 1993); di quel periodo è pure la collaborazione con Juliana Hatfield, per la quale suona la chitarra in Hey Babe (Mammoth/Pgd, 1992). Dopo alcuni live shows (support band per i Madder Rose e Juliana Hatfield Three) e l'uscita di qualche singolo, ecco raggiunto il primo traguardo. Il mini Red, comprendente i primi tre singoli della band con le rispettive b-sides, è a mio parere l'opera che meglio fotografa gli Scarce nella loro vera essenza: sei canzoni al tempo stesso trascinanti e toccanti, schiette e istintive. Amo profondamente ogni pezzo, ogni nota, ogni minuscolo frammento di questo lavoro: il trasporto di All Sideways (dal cui testo deriva il titolo dell'EP) e di Dozen, i duetti vocali e il reiterato lamento della chitarra nell'adrenalinica Scorpion Tray, la tiratissima Hope (celebrazione di un amore con gioia quasi adolescenziale), le ballate incantevoli e disperate Days Like This (con tutte le carte in regola per proporsi come un classico assoluto) e Something. Un rock puro e semplice, né punk né grunge ma abbastanza maturo per stagliarsi al di sopra dei generi e delle classificazioni; badate bene, però, senza pretese o vanità di sorta, perché si tratta di un lavoro fatto con molta umiltà, di cui gli autori, sebbene certamente orgogliosi, paiono quasi non comprendere il valore. Il "rock'n'roll tirato e potente" di questa band, capitanata da "un chitarrista-cantante che potrebbe ricordare un Greg Dulli sconvolto da troppa anfetamina" (Cesare Lorenzi, Rumore), non può lasciare indifferenti, e le doppie armonie vocali colpiscono dritte al cuore. Nessuna particolare innovazione, ma una grande personalità e un'enorme passione. Non per niente, come si è appena visto, abbondano tra la critica i paragoni (in positivo) con gli Afghan Whigs, nei confronti dei quali gli Scarce non sono certo secondi in quanto ad incisività, esperienza ed impatto emotivo. Dal vivo fanno da supporto a numerose band di rilievo, tra cui Flaming Lips, Hole, Shudder To Think e Grant Lee Buffalo.Arriva dunque finalmente l'album di debutto: con Deadsexy gli Scarce avrebbero maggiori possibilità di dimostrare quali siano le proprie capacità, ma non tutti i pezzi risultano egualmente convincenti ed il disco, pur rivelandosi una prova eccellente, non fa gridare al miracolo, anche se ottiene un giudizio positivo unanime. Non mancano i brani trainanti (l'iniziale, trascinante Honeysimple, ed i singoli Freakshadow - dal finale splendido - e la breve, perfetta Glamourizing Cigarettes), ma le versioni "riviste" di alcuni pezzi già presenti su Red, sebbene più studiate, pulite e composte (o forse proprio per questo motivo), fanno rimpiangere gli originali. Siamo alle solite: così la pensa uno che si era precedentemente infatuato per l'EP, ma chi li dovesse incominciare a conoscere grazie all'album in questione non rimarrebbe insoddisfatto, trattandosi di un lavoro decisamente piacevole, a tratti brillante, di sicuro interesse. Per quanto a me appaia come un disco un poco più "freddo" e dipendente da similitudini con bands quali Dinosaur Jr, Soul Asylum o Buffalo Tom, non si può non ammettere che al suo interno siano contenute delle ottime canzoni: in So, Thrill Me, Joyce canta sospesa tra la dolcezza di Juliana Hatfield e l'aggressività di Courtney Love; in Sense Of Quickness Chick si trascina con sforzo sino all'emozionante finale a due voci; con l'epica Obviously Midnight, infine, si sfiora il capolavoro, grazie a cinque minuti intensissimi - prima acustici, poi elettrici - che la rendono molto più di una semplice ballata strappalacrime. "Gli Scarce sono attuali, melodici e aggressivi" - si leggeva su Raw - "specie nel lavoro teso e spigoloso di Graning", la cui voce roca veniva paragonata addirittura a quella di Kurt Cobain, sebbene a me ricordi molto di più Axl Rose dei Guns N'Roses. Purtroppo non ho ancora potuto ascoltare la "revised version" del disco con materiale inedito, ma Imagining It, il brano incluso nella compilazione Volume 14, è sufficiente a confermare le indubbie capacità della band soprattutto nel caso di ballads delicate e malinconiche (in questo caso impreziosita dall'intervento di un'armonica).La storia della band viene fermata prima del tempo da un evento drammatico, che cambierà molte cose: appena tre settimane prima dell'uscita ufficiale del disco (mentre la band ha già intrapreso un tour negli States), Chick viene ritrovato dalla bassista steso a terra, colpito da emorragia cerebrale. Questo fatto permetterà però a molti di capire meglio l'arte di Graning: frasi come "So di essere vivo, mi sento come se fossi morto" (Obviously Midnight) o "Sono predisposto alle catastrofi" ((Call Me) Karona Khrome) acquistano ovviamente un altro significato, o meglio, vengono recepite in maniera diversa ed assumono dunque un senso più vero. Il giorno precedente il suo collasso, la band era riuscita a rimpiazzare Levesque con un altro batterista, Joseph (Joe) Propatier. Salta ovviamente l'apparizione a Reading '95, e con essa i tanti progetti e obiettivi dei tre. Nell'attesa che Graning si riprenda, i due componenti rimasti tengono vivi gli Scarce suonando alcuni shows acustici a Boston e New York. Dopo due settimane di coma e quattro mesi di convalescenza, Graning tornerà a suonare dal vivo con la band, ma ancora per poco. La band giunge allo scioglimento nel settembre del '96. Da allora, i due hanno preso strade separate: Joyce Raskin ha una nuova band denominata (provvisoriamente?) The White, mentre Chick Graning ha iniziato una carriera solista, supportato dal vivo dai DC3 (tre membri dei bostoniani Delta Clutch): nel primo disco MT (Wald Und Wiesen, 2001) prosegue il percorso in parte già iniziato, sulla strada del classico rock tormentato ed intimista. In rete: http://www.netspace.org/scarce, mentre per quanto riguarda Chick Graning esiste il suo sito: http://www.chickgraning.com, che ha la pecca di essere forse un po' troppo celebrativo, dipingendolo più o meno come un genio incompreso… |