R.U.N.I. - Ipercapnia In Capannone K (Wallace, 2003)
Ritornano i R.U.N.I., "l'altro" gruppo Wallace per cui la gente si è più volte chiesto: "ma ci fanno o ci sono?". Non credo che questo nuovo episodio della loro saga vi permetterà di capire fino in fondo quale sia la risposta, ma sicuramente vi coglierà impreparati di fronte ad un'infinita trasformazione. Il Cucchiaio Infernale aveva colpito buona parte della critica e del pubblico, d'altro canto era difficile resistere ad un gruppo che aveva lo spirito (e spesso non solo quello) di gente come i Devo. Ipercapnia In Capannone K è la consacrazione dei brianzoli al culto dell'oblio... Ormai ce li siamo giocati, qualcuno vada a prendere le camice di forza. Un disco a dir poco eterogeneo: pop alieno (Nove), poi delirio simil kraut (In Autunno Fogliamo), no wave che si perde in disco "tarra" anni Settanta (Giardini Di Rho), new wave anni Ottanta (Teich It Isi Margherito), folate di disco-pop andata a male (Imbocca Il Down Tedesco, Humus Aus) ed anche pop-rock-pop-punk sfigurato (L'Aria Frigge). Due tracce in particolare rimarranno nella storia: la sinistra no wave (?) demente di Mi Raccomando, il cui refrain "La bruttezza/bellezza delle ragazze è nelle mie mani" fa già parte delle frasi da farsi tatuare sulla fronte, e la disco-funk di Non Mi Sei Mai Piaciuta, per cui si potrebbe ipotizzare uno scontro fra Sex Machine e Disco Gatto lungo la Statale 11 di Bovisio Masciago. Lo psichiatra ha faticato a convincervi che andare a fare la spesa nudi in doposci non è proprio normalissimo, rimandate l'ascolto a quando sarà riuscito a convincervi che la fase anale non è una fase in cui dovete prodigarvi per occultare tutti gli oggetti che riuscite a nascondere. Se i Trans Am ed i Devo fossero nati "lumbard" forse cercherebbero di assomigliare ai R.U.N.I., ma l'unica cosa che conta è che questi stiano ad Elvisio come Mister X sta a Tana delle tigri. |