The Royal Beat Conspiracy - Dig It! (Bad Afro, 2002)

E poi dicono che non si deve essere razzisti. Non è possibile non esserlo in certi casi... Perché in Svezia sembra che ci siano solo gruppi della Madonna, etichette disposte a pubblicarli e promuoverli, la cultura musicale più aperta e adatta a sostenere chi della musica vuole fare una professione (per non parlare dei sussidi statali)... Insomma, questa popolazione va sterminata. Capite? E' per il bene degli sfigati italiani come noi che, almeno, dopo il compimento del progetto di Soluzione Finale Svezia Kaputt, non dovremo più vederci spiattellata in faccia la nostra palese inferiorità. Esaurito il delirio nazionalrockandrollista, vi dirò che questi Royal Beat Conspiracy sono una band davvero buona, che impressiona ancora di più per il fatto di non attaccarsi al carrozzone di hard-punk cafone e muscolare nordeuropeo: loro, infatti, suonano un garage beat con pesanti iniezioni di r'n'b, northern soul e un pizzico di Motown. Atmosfere molto Sixties, backbeat pulsanti da accoppiamento giocoso e lascivo, armonie vocali accattivanti, tappeti di Hammond avvolgenti. Nulla di rivoluzionario, né innovativo, ma parliamoci chiaro: il rock'n'roll - questo tipo di rock'n'roll - non è terreno per fini sperimentatori alla ricerca di qualche Graal impolverato... qui si tratta di imbracciare gli strumenti, salire su un palco, sudare e andarsene a casa con una ragazza. Da notare la mano di Thorsten Larsson dietro la consolle, produttore che ha lavorato con i Soundtrack Of Our Lives (ex-Union Carbide Productions, gruppo epocale dello Stooges-sound nordeuropeo).
Non vi cambieranno la vita, ma sicuramente garantiranno ore di piacevole ascolto.

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