Rondelles - Genova, 05/06/01

Wow, il Penny Grace, un (relativamente) nuovo localino nella pittoresca Boccadasse ha fatto da cornice per il concerto genovese dei Rondelles, da Albuquerque, New Mexico, casa dei miei adorati Scared Of Chaka e degli Shins, new sensation in casa Sub Pop. Inizio puntuale per le 22.15. Salgono sul palco i quattro, capitanati dalla dolcissima Juliet, la pettinatura più 60's mai passata dalle mie parti. Il loro garage-pop è "catchy" come poche band sanno essere ultimamente, il pubblico comincia a lasciare da parte la vergogna e si scatena in timidissimi accenni di ballo (mai visto Engi muovere altro oltre gli occhi per fare lo svizzero). Una quarantina di minuti di pop ramonesiano, ritmato da Oakley, pettinatura MC5 e drum kit composto da un piccolo piatto di charleston usato come se fosse un ride, un rullante ed una gran cassa suonata da in piedi. Ma il bello era che in ogni pezzo riusciva ad accompagnare la band con una divertentissima tastiera giocattolo, suonata con le bacchette!
Tutto fila liscio fino a quando, chiamati chissà da quale onesto cittadino (chi è senza peccato scagli la prima pietra), arrivano i vigili. E finisce la festa.
Peccato. E' uno di quei concerti che avrei retto ancora per giorni (a differenza degli Arab Strap, visti recentemente, che mi hanno a dir poco massacrato). Ma i miei pensieri vanno a sabato scorso, dove "il meglio del punk mondiale" si è dato appuntamento al Deconstruction di Milano. Io lì di punk ne ho visto ben poco, stasera a Boccadasse quei quattro, poco più che adolescenti, hanno scritto un piccolo ma incisivo capitolo dell'ennesima estate genovese (che si annuncia piuttosto noiosetta).

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