Max Romeo - The Coming Of Jah - Anthology 1967-1976 (Trojan/Goodfellas, 2002)
Johnny Clarke - A Ruffer Version - At King Tubby’s 1974-1978 (Trojan/Goodfellas, 2002)

War Ina Babylon, capolavoro assoluto del 1976, sarebbe obbligatorio per continuare la lettura. Il Max Romeo più mainstream, prodotto da un Lee Perry in stato di grazia, e tra i pochi big jamaicani in grado di operare un effettivo crossover verso il mercato internazionale senza annacquare minimamente ritmi e messaggio. Se poi avete anche Revelation Time, di un anno precedente, o la sua ristampa Blood & Fire rinominata Open The Iron Gate 1973-1977, mi levo il cappello e canto con voi Fire Fe The Vatican. The Coming Of Jah mette ordine invece nei primi dieci anni di carriera del prolifico Max: cinquanta brani su un doppio CD che comincia rocksteady per diventare reggae e poi roots, sostituendo via via temi sociali e rasta ai doppi sensi sporcaccioni ed alle canzoni d’amore classiche degli esordi. Non indispensabile come i due titoli citati, ma subito sotto.
Poco da dire invece su questa nuova raccolta di Johnny Clarke, altro nome iperproduttivo dei ’70 jamaicani. Quindici brani prodotti da Bunny Lee e otto dub relativi mixati da King Tubby, entrambi all’apice della forma, al servizio di una voce fondamentale per l’età d’oro del "roots & culture". Se i presupposti sono di questa portata ed il materiale non li smentisce, non possiamo che applaudire. Superfluo soffermarsi sulla potenza dei singoli brani o sulla creatività rivoluzionaria delle "version": è un disco che bisogna possedere e basta, testimone com’è di un team tra i più affiatati della storia del reggae e di anni irripetibili per la storia della musica tout-court.


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