Richard Hawley - Lowedges (Setanta, 2003)
Ballate ariose, canzoni fuori dal tempo e, soprattutto, che voce! Qualcuno ha tirato in ballo addirittura Frank Sinatra. "If you make music with no bearing to the time it's made in, you stand more chance of being timeless... Music is one of the few things where tradition is not such a bad thing." Idee molto chiare per l'inglese Richard Hawley, che vive e lavora a Sheffield: dopo una una marea di collaborazioni alle spalle (fra gli altri: Coldplay, Tindersticks) e dopo aver suonato la chitarra con i Pulp accompagnandoli in tour, nel 2001 si è messo in proprio e, almeno ascoltando questo Lowedges, l'impressione che si ha è quella di avere a che fare con un fuoriclasse. Un cantautore che ha dedicato tutto l'album alla motocicletta: dalla copertina in cui si scorge l'ombra di Hawley in sella alla sua vecchia Triumph baciata dal sole, ai titoli delle canzoni (The Motorcycle Song, The Only Road, tanto per fare due nomi) inneggianti ad uno stile di vita rigorosamente "sulla strada" (tanto di giorno quanto di notte). Stesso discorso per le foto interne al booklet e per l'omaggio finale reso al Motorcycle Action Group nonché al National Association for Bikers with a Disability. Stampato sul CD ti ritrovi pure il fanale di una moto. Niente di esaltante per un pigro come il sottoscritto che ha sempre mal sopportato le invasioni dei bikers 'della domenica pomeriggio'... Su tutto, però, parlano i brani: Run For Me ha proprio quell'andatura da grandi spazi che fa di una canzone una grande canzone, a prescindere dalle sonorità in voga al momento; la blanda Darlin' vira già più sul country mentre l'invocazione Oh My Love è un crescendo da brividi. Devo dire che le canzoni sono tutte molto orecchiabili, a volte sembra addirittura di averle già sentite tanto sono belle: altro punto, questo, a favore di Hawley, che dimostra un'eleganza, oltre che una facilità di scrittura, sicuramente non trascurabili. Disco consigliatissimo e schietto, che ti dice tutto e subito senza per questo risultare superficiale. Se nella vostra collezione avete Lambchop o adorate un personaggio come Mark Linkous non fatevi sfuggire l'uscita: l'approccio inglese, infatti, si nota appena. |