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Langhorne Slim - 25/06/2009 Arci Kroen (Villafranca - VR) |
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Written by Emiliano Zanotti
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Thursday, 02 July 2009 |
Il maltempo, che ha caratterizzato l'inizio dell'estate,
segna profondamente anche questa serata: prima un forte acquazzone respinge il
tentativo di attracco al Kroen, poi il suo perdurare ritarda la nuova partenza,
fiaccando il morale della ciurma, cosicché, rifatta la conta, solo io e il
comrades Ferri partecipiamo al secondo, riuscito tentativo.
Il ritardo ci costa la performance della gloria locale Mic
Bombatomica, di cui vediamo solo la secondo metà dell'ultimo pezzo: un po' poco
per esprimere un giudizio. Ci mettiamo allora in attesa di Langhrone Slim,
che si presenta in raffinata mise canotta e coppola, un mago Oronzo solo meno
panciuto e devo ammetterlo, più figo, accompagnato dalla propria chitarra, da
un contrabbassista e da un batterista che, vi interesserà saperlo, è figlio di
quello dei Violent Femmes.
Io, non lo nascondo, sono qui per puro trendismo: del tipo
non ho ascoltato che qualche canzonetta noiosa e scontatamente folk sull'infido
My Space, ma da più parti ho sentito tessere le lodi dei suoi spettacoli dal
vivo e decido quindi di verificare nonostante le non positivissime premesse.
Invece, sarà l'effetto degli ormoni femminili che saturano
la sala, il concerto si orienta subito verso coordinate più rock'n'roll,
talvolta innervato da influssi soulfoul degni del primo Ben Harper, non
il peggiore, per intendersi. C'è da divertirsi, insomma, canzoni che fanno
battere il piede piuttosto che immaginare vacche al pascolo e sedie a dondolo
sotto verande con vista sulla prateria. Ma poiché anche l'occhio vuole la sua
parte, dirò che il nostro fa largo uso
di pose plastiche e gigionerie che la prima volta fanno sorridere, la seconda
stufano e la terza muovono all'odio: il concerto lo si gode assai più
limitandosi all'ascolto. Va da sé che ognuna delle ragazze presenti affermerà
senza dubbio il contrario. Tornando alla fredda cronaca, va registrato che, in
quella che avrebbe dovuto essere la parte finale del concerto, si affacciano
anche i pezzi più placidi, quasi springsteeniani, The River e giù di lì
e a questo punto un po' di calma ci sta a pennello ad accompagnarci fino alla
fine. Quello che non ci sta per nulla, purtroppo, è l'idea di allungare la minestra
con dei bis di sola chitarra e voce davvero insignificanti; per non dover
abbassare il voto di un concerto che si era sempre tenuto ad un buon livello ci
dileguiamo in direzione bancone del bar. È qui che, un messo infernale, ci
porta la funesta notizia della scomparsa dell'ex nigga Michael Jackson.
Alla sua memoria si alzano gli ultimi bicchieri prima di tornare a casa. In
moonwalker, in segno di rispetto.
(Foto di Milvia)
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