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Le Singe Blanc + Ada-Nuki - 24/04/09 Arci Kroen (Villafranca - VR) |
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Written by Emiliano Zanotti
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Monday, 04 May 2009 |
Capitano certe volte clamorose botte di culo, fare una cosa
con sufficienza, per noia o semplicemente perché non c'è nulla di meglio da
fare ed essere ripagati oltremisura. Mi è capitato un venerdì sera di recarmi
al Kroen giusto perché non avevo nulla di meglio da fare, senza neppure saper
alcunché di chi si sarebbe esibito e trovarmi davanti Les Singe Blanc,
direttamente da Metz. Evidentemente non sono stati molti ad avere la stessa pensata, giacché
nella saletta non siamo più di una quindicina e almeno di vista, ci conosciamo
tutti. Posso testimoniare che almeno metà dei presenti si è fatta minimo 40
chilometri per essere qui stasera. Il dio del rock'n'roll saprà ricompensarli,
mentre scaglierà sugli assenti ingiustificati un anatema che trasformerà tutti
i loro dischi in CD dei Modena City Ramblers e Laura Pausini.
A sorpresa sono proprio i francesi a salire per primi sul
palco. Il terzetto schiera due bassisti, di cui uno sufficientemente
somigliante al compianto Dimebag Darrell da valere, già solo per quello,
diversi punti a favore e una batteria. Al "pronti, via" un bel giro di basso
scalda l'atmosfera e attorciglia le budella, solo in parte disinnescato da una
voce in falsetto che mi agita davanti agli occhi l'orrido spettro del punk
funk. Ma è solo un attimo: il gruppo è troppo hardcore nello spirito per
scendere a simili compromessi e nel triangolo ritmico trita senza pietà
qualsiasi genere gli capiti sotto tiro: dal doom metal alla dance e tutto ciò
che può stare fra questi due lontanissimi poli è preso e reso funzionale al
malato disegno del gruppo. Ancor più impressione è la naturalezza con cui il
lavoro viene svolto: nessun eccesso strumentale gratuito, la tecnica è al
servizio dell'obiettivo e anche quando il cantato tocca le massime vette di
scemenza, con duetti grotteschi fra i due bassisti/cantanti, il lavoro
strumentale è di una tal pulizia e rigore da scongiurare ogni possibile caduta
nel nonsense. Infine, poiché anche l'occhio vuole la sua parte, i tre non
sono male neppure visivamente, specie
quando i due frontman danzano leggiadri sui pedalini, giocando
alternativamente con questo e quell'effetto in uno dei brani più coinvolgenti
dell'intero set. Ma davvero c'è l'imbarazzo della scelta, e quando il gruppo
tenta di scendere dal palco dopo mezz'ora di continuo crescendo, sono
ricacciati su a forza di urla: siamo pochi, ma ci facciamo sentire. Ci regalano
così altri due pezzi; una decina sarebbero stati più graditi, ma meglio che
niente, in questi tempi di crisi. Se la prossima volta che passano non ci sarà
il pienone, vorrà dire solo una cosa: che ce li meritiamo i Canadians.
Tocca poi ai tarantini Ada-Nuki, che accompagnano Les
Singe Blanc in questi venti giorni di tour lungo la penisola. È ovvio che, dopo
una prestazione del genere, salire sul palco è compito veramente ingrato, ma i
nostri non sono tipi da tirarsi indietro. Così i due, basso e batteria, danno
il meglio di sé e se non vincitori, riescono certamente ad uscire a testa alta.
A parte qualche scontato passaggio superveloce sentito mille volte da gruppi di
questo tipo, dimostrano buona fantasia puntando su uno stile memore di certo
post-rock, con bei giri e parti vocali che non disdegnano la melodia, senza
tentare di nascondere dietro alti volumi le carenze d'organico e riuscendo a rendere interessante una formula che troppi gruppi cloni dei Lightning
Bolt stanno conducendo in un vicolo cieco. Fossero stati il gruppo di apertura
avrebbero debitamente scaldato l'atmosfera lasciando certamente un ricordo
ancora migliore. Così, ahimè, è come prendere l'aperitivo con Charlize Theron e
uscire a cena con Violante Placido. Che per carità, è carinissima. Ma avete
presente il culo della Theron?
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