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Simon Reynolds - Post-Punk 1978-1984 (ISBN, 2007) |
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Written by Andrea Valentini
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Sunday, 30 September 2007 |
Intimidisce, al primo impatto, questo volume. Saranno le più
di 700 pagine, saranno i 35 euro del prezzo, sarà il look spartano e asettico
(peraltro trademark distintivo e - per quanto mi concerne - molto intrigante
della ISBN): qualunque cosa sia, inizialmente è difficile rapportarsi a Post-Punk.
È un peccato, perché vinta la timidezza (e trovati i 35 euro da investire) le
soddisfazioni che ne derivano sono davvero notevoli. Anzi, anche un po' di più.
Non è un'enciclopedia tuttologica e nazionalpopolare in
Scaruffi-style, non è un dizionario senz'anima, non è una guida per
principianti di quelle che andava di moda allegare a Rumore qualche anno
fa. Questa è un'opera maestosa in cui il giornalismo musicale a livelli quasi
extraterreni si fonde con una capacità di raccontare da romanziere consumato:
scordatevi le folcloristiche sgroppate di storia orale alla Please Kill Me,
accantonate i deliri poetico-psicotropi di Lester Bangs, non provate neppure a
tirare in ballo l'accademia di Greil Marcus. Niente di tutto questo. Post-Punk
è, se vogliamo, nella tradizione di John Savage, ma meno legnoso e
autoindulgente, più narrativo e senza la smaccata attitudine da "Io ero il
cronista del punk e vi racconto come è
andata". Questo libro, infatti, (come dichiara l'autore stesso) è una specie di
resa dei conti col passato di uno che - all'epoca dei fatti - era un ragazzino
che comprava i dischi e si è trovato a seguire un fenomeno senza esattamente
percepirlo come tale. Poi il ragazzino è diventato un bravo giornalista e il
gioco è fatto.
Ma bando alle ciance. Cosa ci trovate dentro? Praticamente
una summa delle ultime pendici del punk fino a metà anni Ottanta, con aneddoti,
discografie, concerti, citazioni, analisi, storie. Il fuoco è molto
Albione-centrico, nel senso che gli Stati Uniti non sono sviscerati più di
tanto, pur non mancando una pletora di citazioni di artisti d'Oltreoceano. E,
non dimentichiamo, che col termine post-punk in questo volume si intende veramente
tutto ciò che è scaturito dal punk, non solo le pendici artistoidi poi
evolutesi nella wave più commerciale o nei generi più estremi e rumoristici.
Qui c'è spazio anche per l'hardcore punk, tanto per dirne una.
Bello e suggestivo. Non c'è che dire.
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