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I saw two shooting stars last night
I wished on them but they were only satellites
Is It wrong to wish on space hardware?
I wish I wish I wish you'd care.
Billy Bragg - A New England
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Live
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Written by Emiliano Zanotti
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Da quando a Jason Noble, polistrumentista in forze a gruppi quali Rodan, Rachel's e Shipping News è stato diagnosticato un tumore che richiede una particolare cura chemioterapica, la comunità artistica internazionale, non solo musicale, si è mobilitata per raccogliere fondi attraverso mostre mercato di grafici e pittori e concerti benefit che hanno coinvolto, fra gli altri, Shellac, Wax Fang e Shannon Wright. In Europa si sono fatti carico di un'iniziativa simile Sergio Carlini (chitarrista dei Three Second Kiss) e Julien Fernandez (batterista di Passe Montagne e boss dell'etichetta Africantape) ed è in questo quadro che si colloca questa serata, in un locale che in passato aveva ospitato la musica di Noble.
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Live
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Written by Emiliano Zanotti
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Non mi capita mai quasi mai di andare in macchina con lo stereo spento, ma dopo una serata così non c'è musica che tenga, nemmeno quella del pur ottimo Holy Broken, ultimo lavoro dei Sin Ropas di cui avrete letto la recensione su queste stesse pagine. Meglio il silenzio, a preservare le sensazioni di una serata intensissima, mentre percorro la strada che dalla bassa mantovana mi riporta verso casa. Ci sono volte in cui tutto sembra perfetto: non c'è un filo di nebbia lungo tutti i trenta chilometri d'autostrada, l'arci Casbah, in cui non ero mai stato, è un locale accogliente in una bella palazzina di inizio ‘900, con una sala concerti ampia e un buon impianto, la gente che lo gestisce è simpatica e la birra buona. Tutte premesse non scontate perché si possa godere al meglio un concerto.
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Written by Marco Giorcelli
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Ancora comunicazione tra cuore e stomaco. Le funamboliche (mai termine
fu più appropriato) contaminazioni di questo gruppo di amici fiorentino
volteggia tra la Banda Osiris, il Bebop e quelle sagre paesane che purtroppo
andiamo smarrendo sempre più. Swing da ballare, jingle dei looney tunes, echi
ska e tanta, tanta voglia di divertirsi. Fiati tradizionali, fisarmonica e
batteria: connubi che nella vecchia europa affondano radici profonde ed
antiche, suoni inevitabili che portano
all'anima di visioni circensi, caroselli e tv dei ragazzi.
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Written by Marco Giorcelli
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La profezia che preconizzo a Fabio Cussigh è predestinazione al
successo per tutta una serie di buoni
motivi. Pur non rappresentando lo stereotipo dei miei abituali ascolti, il soul
chitarristico qui propugnato con manica larga e prepotente è un fiume
inarrestabile e sentito quanto il Beck di Odelay o i migliori Spoon. Ballate
elettriche sbilenche, ma ballabilissime, bourbon e spazzole sulla
batteria: tra l'Armando Bandini di Fante e le pieghe più morbide dell'impero.
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Written by Andrea Ferraris
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E così in un batter d'occhio la Niente è arrivata al Volume 4, spirito punk con grafiche ultra spartane (a dir poco) e uscite ovviamente piuttosto radicali. Resta che questo nuovo lavoro vede la comparsa delle prime note su una copertina che finalmente aggiunge tutto ciò che serve, senza per questo stravolgere il concetto base dell'etichetta di lasciare le informazioni stringate fino al midollo. In realtà non si tratta di un vero e proprio lavoro nuovo degli St.Ride ma molto più semplicemente di un esperimento tanto semplice quanto riuscito e che in fondo si ricollega ad un grande classico.
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Written by Marcello Ferri
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I Sin Ropas sono forse il progetto minore ma che con maggiore continuità e linearità d'intenti prosegue l'eredità lasciataci dai seminali Red Red Meat. Senza nulla togliere ai lati maggiormente sperimentali del fondatore Tim Rutili e dei grandi Califone (Deceleration One, a parte), in tour con Wilco da quanto si sa. Forse i Sin Ropas mettono maggiormente l'accento sul lato folk e sulla melodia senza rinunciare alle distosioni tipiche e riconoscibilissime della band di Chicago. Quindi, sì un folk in stato terminale e dal mood sofferente che va oltre e più in profondità della facciata triste da band “pandistelle” (termine rubato a E. Zanotti che lo ha sentito da Federico della Madcap).
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Live
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Written by Emiliano Zanotti
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Finalmente i Comaneci. Dopo un album che nel mio personalissimo tabellino è nettamente superiore al precedete, ero ansioso di verificare se l'evoluzione si evidenziasse anche da vivo e il locale di Cellatica, pur attuando quest'anno una programmazione piuttosto rarefatta, non si è lasciato sfuggire l'occasione di avere il gruppo ravennate sul proprio palco.
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Written by Emiliano Zanotti
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È un laboratorio, questo EP, dove gli Aucan manipolano il proprio codice genetico partendo dal presupposto che "il domani è oscuro. Ed è elettronico", urge quindi evolversi per affrontarlo. Dopo aver ascoltato questi cinque pezzi sono portata a pensare che i due aggettivi vadano letti in opposizione e che, attraverso un suono che si è fatto più sintetico, ma non freddo né meccanico, il gruppo si muova per dissipare l'oscurità in quella che è, a tutti gli effetti, terra di nessuno.
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Live
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Written by Emiliano Zanotti
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E venne il giorno degli Om. La notte anzi, umida e fredda, ma almeno non nevosa, cosa rara di questi tempi. Il gruppo tocca Verona come tappa conclusiva del primo tour italiano spalleggiato dal fedele Robert Lowe, in arte Lichens, che già aveva suonato nell'ultimo album dei californiani e che stasera è presente nella doppia veste di solista e special guest.
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Written by Danilo Corgnati
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Disco che suona parecchio intrigante alle mie orecchie questo Jazz With The Megaphone?, frutto della collaborazione tra Luca Serrapiglio, Antonio Bretoni e Carlo Garof. Si tratta in sostanza di jazz rock, o rock jazz, se così si può dire, che in funzione dei pezzi una o l’altra caratteristica si fa predominante, ottimamente arrangiato e suonato, sporcato di elettronica quando serve e all’occorrenza dotato di gran tiro.
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Written by Emiliano Zanotti
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Non era vero niente, avevamo scherzato: il Kroen c'è ancora, gode di ottima salute e continua a proporre ottima musica. Il Kroen c'è ancora, almeno per una notte, il tempo di salutare ed assistere al proprio funerale officiato, non poteva essere altrimenti, dai californiani Savage Republic, resident band d'eccezione che innamoratasi del posto nel corso del tour dello scorso anno ha adddirittura composto una canzone che ne porta il nome.
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Written by Marco Giorcelli
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La spina dorsale della band di Capossela dà forma a questo interessantissimo progetto "cinematico e sognante" (mai termine fu più appropriato) che ha davvero poco a che spartire con il celebre autore di Ovunque Proteggi. Emblematicamente anzi, le note di ogni singolo brano sono descritte con minuzia e passione proprio da Joey Burns, mente di Calexico e costola di Giant Sand. E' evidente che Alessandro Stefana e Zeno De Rossi siano follemente innamorati di quel tipo di rock da frontiera (e chi obbiettivamente non lo è?), perfino di quello immaginario di Morricone, tanto da scritturare "il fischiatore" di tanti spaghetti Alessandro Alessandroni.
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