Quadraphonic - Le Fabbriche Felici (Autoprodotto, 2003)

Fabio Zuffanti, sempre più coinvolto nei suoi mille progetti (fate un giro sul suo sito e ne avrete un'idea, da lì tralaltro potete ordinare i titoli della sua discografia), non per questo perde il fuoco o disperde la sua creatività: lo dimostra la quinta uscita a nome Quadraphonic, dedicata all'elettronica più minimale e d'ambiente.
Le Fabbriche Felici già dal titolo richiama il rock progressivo italiano, matrice da cui Fabio proviene a pieno titolo essendone un esponente di rilievo, e i due testi/poesie richiamano in pieno i fausti italici degli anni settanta: il fatto è che musicalmente la voce è talmente filtrata da essere quasi irriconoscibile e tutto odora del miglior Wyatt, ma non in modo canonico; infatti è come se il buon Robert facesse comunella con Fennesz ed i Labradford! Accompagnato nei pochi interventi esterni dai suoi collaboratori abituali, Fabio snocciola mezz'ora principalmente a base di pianoforte, sia limpido e cristallino che trattato in varie maniere: ciò che alla fine viene fuori da questo disco sono atmosfere che ricordano quando viene sera e il sole si fa spazio tra le nuvole, giusto in tempo per il tramonto... Se vi lascerete trasportare sarà un percorso affascinante.
Copertina scarna e scritta a mano, CDR con copie numerate e firmate, ma soprattutto otto brani di purezza cristallina, sospesi chissà dove tra passato e presente.

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