Prince Alla & Junior Ross - I Can Hear The Children Singing 1975-1978 (Blood And Fire/Goodfellas, 2002)
Onore alla Trojan, che negli ultimi mesi si è risollevata alla grande (spesso rasentando però il limite dell’inflazione del mercato), ma quando i migliori calano gli assi è difficile essere all’altezza. Blood & Fire fa soltanto tre/quattro uscite all’anno, ma quando le fa le fa sul serio, innalzando a livelli altissimi gli standard per quanto riguarda le ristampe di reggae e andando a pescare i nomi di secondo piano più che i campionissimi. Secondo piano, sia chiaro, solo per quanto riguarda la popolarità. Ma se me lo chiedete, Prince Alla e Junior Ross rappresentano il reggae che piace a me come e più di Gregory Isaacs (ancora lui, poveretto): mistico, duro, militante, apocalittico. Un terzo nome però si cela dietro al doppio CD in questione, ed è quello di Tappa (o Tapper) Zukie. Deejay di non eccelso spessore, trova la sua strada come produttore e scopritore di nuovi talenti, mettendosi in proprio con la sua Star dopo inizi sotto l’ala protettiva di Bunny Lee.
I Can Hear The Children Singing 1975-1978 raccoglie due album prodotti da Tappa e cantati da giovani talenti locali - Heaven Is My Roof di Prince Alla (1978) e Babylon Fall di Junior Ross & The Spear (raccolta del 1992 di singoli usciti tra il 1975 ed il 1975) - e li amplia con la consueta sfilza di memorabili versioni dub "extended" ed inedite su CD. Già conoscevamo Prince Alla per il monumentale Only Love Can Conquer (Blood And Fire, 1996), che contiene contemporanee performance per la Freedom Sounds di Bertram Brown: la sua voce è degna di stare lassù con i grandi, ma con una sfumatura che la rende unica, ed il suo fervore trova in essa un’alleata determinante. Brani come Bosrah, Funeral e Daniel (In The Lion’s Den), tutti e tre presenti in versione estesa, mettono i brividi.
Junior Ross appartiene invece alla scuola di Vivian “Yabby You” Jackson (razza di rock-snob di merda, ancora non avete Jesus Dread?), con il quale condivide visioni bibliche e atmosfere roots che più roots non si può: parlano chiaro la title-track, Bow Down Babylon, l’iniziale Judgement Time e l’inno di rimpatrio Send Me Over There.
In entrambi i dischi, spazio è riservato a Tappa per dire la sua in deejay style: su Black Man di Prince Alla e su Liberty di Junior Ross, che diventa Freedom Fe Natty. Provvedono ai ritmi colossi del calibro di Sly Dunbar, Robbie Shakespeare, Earl “Chinna” Smith, Augustus Pablo. Registra Scientist a Channel 1 (tranne Bosrah, che arriva dai Black Ark di Lee Perry), catturano le voci e mixano King Tubby, Prince Jammy e Philip Smart. Amen. Come per ogni uscita Blood And Fire, il sottoscritto non può che consigliare l’acquisto a scatola chiusa. Se poi considerate che stiamo parlando di una delle dieci migliori uscite tra le quaranta dell’etichetta di Manchester…
     
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