Placebo - Black Market Music (Virgin, 2000)

Terzo album per i Placebo: nelle intenzioni, il titolo vorrebbe introdurre una musica orgogliosamente 'underground', o comunque che va contro quella imposta quotidianamente alle masse; un tentativo di rimettere in chiaro la propria identità, il proprio ruolo nel variegato mondo del music business (volontà già espressa chiaramente sin dagli esordi). L'intenzione è buona, ma - vorremmo obiettare - la musica non è così coerentemente 'contro', anzi, qua dentro c'è parecchio pop un poco scialbo, con chiaro ammiccamento al grande pubblico. Svanito ormai del tutto l'effetto-sorpresa, restano delle buone canzoni, sempre molto ripetitive, che seguono suppergiù il medesimo canovaccio (a parte l'esperimento denominato Spite & Malice, molto discutibile per non dire ridicolo, con la partecipazione del rapper americano Justin Warfield). Si riascoltano spesso atmosfere new wave, ad esempio in brani quali la cupa e desolata Passive Aggressive, oppure Black-Eyed, dalle belle esplosioni soniche; ma è con il singolo Slave To The Wage che si raggiunge l'epicità romantica forse di certi Whipping Boy: un anthem, un irresistibile invito a fuggire dalla noia quotidiana verso la libertà. Ineccepibile sarebbe pure il primo singolo estratto, Taste In Men, se non fosse per la base, vero plagio di Let There Be More Light dei Pink Floyd! Breve e deliziosa è Commercial For Levi, incredibile pezzo 'buonista' contro l'abuso di alcool e droghe (di cui peraltro si abusa nei testi: dalla coca all'ecstasy, ci sono tutte!). Ad esclusione della suadente e suggestiva Peeping Tom, il resto stanca oppure annoia, compresa la soporifera ghost-track Black Market Blood.
Per quanto non brutto, anzi piacevole in diversi momenti, questo disco mostra le limitate possibilità della band: il sound è sempre quello, le melodie già sentite, le canzoni troppo simili e ripetitive, la voce quasi irritante; il gioco comincia a stancare. In poche parole, Black Market Music è uguale al precedente Without You I'm Nothing, ma è peggio riuscito.

Leggo e capisco che non esiste la sincerità,
ma l'ignoranza sì... Comunque credo qualsiasi disco
vada ascoltato più volte ed essere analizzato in ogni
sua nota e parola, ricordarsi che dietro ogni scelta c'e una
storia o un'esperianza forte o meno. BMM è un disco
che non porta ad ascolti superficiali, suscita dubbi, ed è
una sensazione positiva forse qualcuno non riesce a sopportare
tutto ciò... Riflettere:
  " change your taste...
     Every time i rise i see you falling...
     ...thats why i spend my days alone..."
 il disco parla da solo...I wrote this novel just for you...(for you?)
                                    ...                
                                                     Chiara
Cara Chiara, le tue opinioni non collimano con quelle di Lorenzo non perché lui non sia sincero, abbia ascoltato superficialmente il disco o perché sia ignorante, ma solo perché la vedete in modo diverso: il tuo parere aggiunto in coda ha proprio questo significato, serve a dare un più ampio punto di vista.
con black market music i placebo dissacrano il loro
accento punk del primo disco omonimo mentre conservano
nell'autarchia aggressiva delle loro note il sidro della loro innata
malinconia,l'ambiguita delle loro atmosfere dolciastre,
angosciose e talvolta narcotiche.La loro specialita sta proprio
in questo:aver saputo plasmare su quella malinconia un'arte
musicale ke ora imperia e sovrasta sull'universo rock.
Toto

Non mi piacciono i discorsi tecnicistici ...
L'ho ascoltato ed ho pianto, nei mesi successivi mi sono ritrovato
con il cuore gonfio molte volte ascoltando i brani... quasi tutti.
il pių disperato č Peeping Tom e vi ho dedicato una mia opera.
FAX

Ho letto molti pareri negativi sull'ultimo album dei Placebo.
Secondo me, la tecnica e' qualcosa di diverso da quello che ci
insegnano le emozioni di una canzone.
Sono saccordo con Chiara
Francesco

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