Jorg Piringer - Vokàl (Transacoustic Research, 2004)

Vi ricordate l'idea dei Pink Floyd di fare un disco in cui avrebbero campionato dei rumori naturali al posto degli strumenti? E di quando si leggeva che Aphex Twin aveva utilizzato il nitrito di un cavallo o dei cucchiai da cucina? Col passare del tempo le possibilità ed i matti sono aumentati esponenzialmente, e se avete letto la recensione della raccolta Hearings nel numero scorso sapete che la Transacoustic Research non se ne fa scappare uno. Anche se a confronto dell'uscita precendente dell'etichetta (Automate: la prima orchestra vegetale registata su CD?!) Jorg Piringer è quasi un tradizionalista, non credo che capiti speso di sentire un disco interamente composto da campioni di voce. Vokàl, come dice il nome stesso, si basa sulla manipolazione e sulla deformazione di campioni vocali presi da radio e TV; a leggere le note interne non sembra esserci aggiunta alcuna di sintetizzatori o altri strumenti, e se non si tratta di una bufala il risultato è a dir poco sorprendente. Elettronica laptop? Glitches? Di certo pastiches elettronici iperstrutturati - sembra che nulla sia lasciato al caso - fra i Mouse On Mars più estremi di Idiology ed alcune cose di elettronica ancora più fredda; nonostante ciò, a volte si stendono anche tappeti di melodia su di un lavoro che sembra sempre dominato dalla ritmica. L'effetto globale è quello di un buon disco, specie considerando l'idea di base e l'esiguo raggio d'azione del materiale che si poteva utilizzare, e soprattutto la non facile malleabilità dello strumento "voce", davvero sorprendente.
Se masticate spesso dell'elettronica, merita la vostra attenzione.

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