Pin Pin Sugar - Latex Duellos (Bar La Muerte/Megaplomb, 2003)
Era già da un po' che il nome dei Pin Pin Sugar faceva capolino in mezzo alla mia posta elettronica, vuoi in occasione di un concerto, vuoi in occasione del CD di remix dei R.U.N.I.; rimane il fatto che il nome dei brianzoli non mi risultava nuovo. Avevo già avuto delle avvisaglie del genere proposto in occasione della loro partecipazione al festival free-jazz di El Paso, e finalmente eccomi qui pronto ad assaggiare il loro esordio. Se free-jazz per voi è sinonimo di roba astrusa, barbosa e forzatamente cervellotica, nulla di meno appropriato per i nostri "lumbard", che hanno verve e gusto quanto basta per non annoiare nessuno. Se è vero che qualche episodio di Latex Duellos può suonare ancora acerbo, tutto il lavoro invece non fa mistero di un carattere spiccato. Trentasei tracce che si dividono in nove temi, qualcosa che per certi versi ricorda un po' la forma dei Filmworks di Zorn, un jazz-rock nervoso, elaborato e qualche eco "post" (rock?) nella chitarra che non guasta mai. I Pin Pin oltretutto ogni tanto si prendono anche il lusso di cantare e, che ci crediate o no, qualche traccia sorprende per il risultato (Deus Sive Natura). Grafica semplice ma di effetto, buona registrazione, ospiti illustri come Jacopo Andreini (in questa occasione nelle vesti di sassofo-trombettista) ed una vena ironica stile R.U.N.I. che dissimula delle doti per cui i vostri amici del conservatorio si sentirebbero in dovere di camminare a mezzo metro da terra. Un esordio più che buono ed un ottimo biglietto da visita per il futuro. Ragazzi miei, Bar La Muerte ultimamente è in un notevole stato di forma, che il segreto sia nascosto fra i "dread" di Dorella? |