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Zippo – Maktub (Subsound, 2011)

Ennesimo misero tentativo di scimmiottare i Mastodon (ultimi) e tutta una certa tendenza stonerevolutiva che nei sopraccitati, insieme a Baroness, High On Fire ed una manciata di altri è stata in grado di rinverdire un genere sterile e povero di idee fin dalla sua nascita nei primi anni novanta. I nostrani Zippo ci provano, si sforzano, si spremono, attingendo ad una tradizione musicale anni luce dalla nostra che, ovviamente in una band di New Orleans o Savannah ha ragion d’essere, mentre in una band italiana (o almeno in questa) non ce la fa proprio.
Sia chiaro (se ancora non lo sono stato) che la mia aspra critica non va all'esecuzione o alla produzione, entrambe più che impeccabili, ma proprio ai contenuti, agli intenti, all'originalità: tutte tare qui presenti che ancora riescono ad irritarmi. Una band più che perfetta per le seconde (se non terze) file della Relapse, ma che non emoziona, non entusiasma, non produce quell’impeto epico indispensabile in un genere tanto abusato ultimamente. Special guest di Ben Ward degli Orange Goblin e Luca T. Mai degli Zu. Consigliato a chi va a comprare l'insalata di riso già pronta e condita e a chi ascolta lo stoner, ma disdegna i Bathory.

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