Zeus! + Vulturum + 7Bloodyhopes + Heisenberg – 06/03/11 La Tenda (Modena)

Essendo rimasto a pernottare nelle terre del Megawolf dopo la sua festa di compleanno ed essendo l'orario della sveglia assai prossimo al pomeriggio, mi pare opportuno cogliere l'occasione per assistere a questo simpatico concerto pomeridiano nel capoluogo, in un locale che di recente ha fatto parlare di sè per l'interessante programmazione. Andiamo a verificare.
La Tenda è una struttura prefabbricata frequentata da gente di tutte le età, razze e tendenze musicali, ubicata a pochi passi dalla piazza che ebbe la disgrazia di ospitare tutte le edizioni del Pavarotti and Friends: pensate che la vergogna che la comunità prova nei confronti di quell'orrore è tale che sul posto stanno costruendo un parcheggio, nel tentativo di cancellarne la memoria. Io comunque sono qui per ascoltare ben altra musica, è di quella che conviene parlare. In apertura ritroviamo i romani Heinsenberg che, col chitarrista sopravvissuto all'alcolica notte del Megawolf, danno prova migliore rispetto alla sera precedente: l'allenamento porta evidentemente maggior scioltezza e forse aiuta anche la presenza di un pubblico più numeroso. Mezzo punto di meno per non aver raccontato barzellette sporche fra un vulturum__la_tendapezzo e l'altro. Dopo di loro tocca ai local heroes 7Bloodyhopes, autori di un metalcore taglia-e-cuci in salsa mosh che riunisce quanto di meglio e peggio il genere abbia offerto negli ultimi anni, dalle pose da Monsters Of Rock al rifferama massimalista. Nonostante il genere non mi appassioni lo spettacolo è discreto, ma il brano iniziale, un mid-tempo soffertissimo, lasciava presagire qualcosa di meglio. I Vulturum era un po' che non li vedevo e dopo aver ascoltato il 12" su Trip Und Traume, specie il "tranquillo" lato B, la curiosità era grande. Disposte le batterie con un'inclinazione di 90° l'una rispetto all'altra e con la postazione della chitarra a completare questa formazione a T dal significato certamente esoterico, palesano i cambiamenti già dalle prime note. Se gli intrecci ritmici sono ormai marchio riconoscibile della band,la voce si è fatta, se non proprio "grunge" come dice qualcuno, certo meno spigolosa e quasi rock, mentre la chitarra le va dietro, lasciando per strada certe impennate postcore e assestandosi su toni più pacati. Sia chiaro, rimaniamo su territori hard, come direbbe il buon Nikki, ma il discorso si fa più complesso e stratificato, meno monolitico, con una maggior attenzione alle melodie e zeus__la_tendaun approccio che non si basa più solo sull'impatto fisico. C'è ancora qualcosa da aggiustare qua e là, ma la strada intrapresa è certamente interessante. A chiudere il pomeriggio quando ormai è sera, sono gli Zeus!, che hanno dovuto abbandonare il sintetizzatore a causa di un problema durante il soundcheck. Si affidano dunque a basso, batteria e voce, elementi, come vedremo, più che sufficienti ad annichilire la platea. La formula è nota, ma vedere dal vivo questa miscela di brutalità alla Man Is The Bastard e quadrature alla Nomeansno che si snodano fra accelerazioni e rallentamenti da cardiopalma, fa davvero impressione. Ad arginare l'impeto ci sono parti più accessibili e quasi rock'n'roll, utili a rendere il gruppo appetibile a un pubblico meno abituato alla violenza, e che alle orecchie di noi metallari diluiscono l'impatto e allungano un po' troppo il concerto, che ha nell'inizio e nel finale in crescendo i momenti migliori. L'avevo già notato al No Fest di Torino, ma può benissimo darsi che l'impressione sia dovuta al mio essere un ottuso e inveterato metalhead o alle scarse energie dopo due giorni di full immersion concertistica estrema. È infatti ormai tempo di imboccare l'autostrada e rientrare alla base: Megawolf is my co-pilot.

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