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Weeping The Black – Meanings In Lacrima (Autoprodotto, 2007)

Ancora metal. Ovviamente. Anche perché: "Heavy Metal will never die!" diceva un caro amico metalmeccanico di Spinetta Marengo. E se c’è una cosa che fa sempre piacere è verificare quanto il rock duro attecchisca ancora sulle giovani leve, più o meno come faceva il P.C.I. fino alla fine degli anni settanta. E benché palesemente eclettici e "Neu Metal" (che etichetta imbarazzante) già dal primo pezzo i Weeping The Black mi erano fin simpatici: grintosi,arrazzati, sciabordanti come un catamarano dalle vele sbrindellate. Un bel cipiglio insomma. Poi alla seconda e terza traccia (su un demo di quattro pezzi) cadono come soldatini sciorinando una ballatona straziante e divisa in ben due parti! Roba che nemmeno gli Scorpions di Gorky Park si sono mai sognati di elaborare. Sì, lo so che diranno leggendo queste righe: "Non sono ballad, sono piccole suite!". D'accordo, ma a me le ballad mi han sempre fatto cagare! Persino Still Loving You degli Scorpions. Sarà che sono un cuore di pietra, sarà che fino a diciotto anni non ho preso della mussa, non importa. Non potete fare un demo di quattro pezzi e metterci dentro due ballad, una in fila all’altra poi! Non classificabile.
Nota del redattore: anche Presence, il quarto pezzo, è una criptoballad. Vi odio.

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