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VV. AA. – Asbestos Digit 2019 Sampler (Asbestos Digit, 2019)

La Asbestos è un’etichetta, bisogna ammettere, difficile da seguire a volte: propone una quantità di uscite nel complesso molto valida ma spesso troppo vasta, tanto che non si fa in tempo ad ascoltarne una che ne escono subito altre, e non è facile mantenere il passo. Il rischio per l’ascoltatore è quello di dissipare l’attenzione nel mare magnum quantitativo a scapito della qualità sonora. Questa del resto è la difficoltà di avere a che fare per la maggior parte con formati digitali. Quale occasione migliore, quindi, quella di mettere un po’ d’ordine tra nomi e pubblicazioni con questo sampler 2019.
Il concetto di fondo della label è quello di lavorare con il suono in modo non ortodosso, trovare nuove strade, approcciare partiture sintetiche con pervicaci concetti rock, scavare nei rumori e nelle dinamiche elettroacustiche, spolverare sonorità d’antan per rimanipolarle trasformandole in alterità contemporanee. Tutto ben espresso anche in questa occasione.
Apre le danze l’inedito di Legendary Gay Cosplayers, Lubna & Ranxerox (Instrument Against Time Mix), e se la tensione noise drone ci ricorda le prime due parole della sigla, la terza ci propone l’ingresso del ritmo che gioca con sentori black metal e timbriche punk che richiamano le gesta di MGZ; funziona a dovere. Potete tranquillamente amare questo tassello cyberpunk che farà contenti gli appassionati di Frigidaire, ma usatelo come indizio per andarvi a cercare l’ultimo ep di Legenday Gay Cowboy, The Fuck You Ep: tre pezzi che si concentrano sulla staticità lancinante senza abbassare mai lo sguardo. Fabio Fazzi con The Dentist, invece, ci fa ascoltare un pezzo dal suo recentissimo e molto interessante Harsh Communications (Asbestos Digit 62), calibrando elettronica soffusa con eleganti intrusioni rumoriste; quando l’anestesia funziona ma essendo locale non puoi non sentire, pur se vagamente ovattato, il rumore del trapano in bocca. Il singolone della raccolta arriva però con il pezzo inedito de La Furnasetta, Mandik, traccia industrial pop ossessiva e stupendamente arrangiata. Il featuring della cantantei Eljam perfeziona l’ottimo spessore del brano per una trasversalità nowave racchiusa in un ritmo trascinante colpito da lapilli puntali e screziature di stile. In cima alle cose migliori del devastante collettivo casalese. Segnativi il tiolo del loro best of, La Prima Stella, e godetevi anche quello.
L’elettroacustica rumorista e ingolfata di Reactive Metals ci fa conoscere un nuovo pezzo di Hgm che lascia bordoni opachi nella testa e immagini di non luoghi percettivi, fino ad arrivare alla tecno sommersa di Outdoor Sex, ancora un inedito, stavolta a cura di Daniele Veronese degli Spastic Pill, dove l’ossessività è infranta da morbide latenze per trasformarsi in cattiveria sottopelle.
I Dope In The Pig Bags, ovvero Andrea Prevignano, ci presenta la sua The Guide For The Perplexed, title track dell’album di prossima pubblicazione su Asbestos, ovviamente. Perfetta colonna sonora della titubanza, come una piccola crisi che spinge alla comprensione affascinando con la sua densità di reiterazioni ed elucubrazioni cupe; una ritmica sospesa che, come il titolo sottende, evoca del sano isolazionismo mentale. M.A.I. – At Work è un’altra anteprima dell’album Routes Of The Three di Buckminster, monicker del contrabbassista casalese Fabrizio Baracco. Una stratificazione di corde grosse e manipolazione digitale che riporta amabilmente in auge il concetto di orchestra meccanica, contorcendo un retroterra di musica da camera fino a ottenere un risultato intenso e poco rassicurante, dove gli scorci melodici si perdono naufragando nella sommatoria delle note e nei droni naturali. Ancora un’anticipazione con la traccia di Bosna (Gianni Faluomo in solo) che ci fa pregustare il suo prossimo ARPcore con 3, una scheggia di nevrosi digitale ottenuta accelerazionando movenze da Autobahn. Pezzo piuttosto interessante, ma ho apprezzato ancora di più le tracce dell’Abestos City Single Club, Zaplakala Bosna b/w Oj Jarane, dove il magma pressante e il cut up misurato incentivano un delirio messo molto bene a fuoco, recuperatelo!
Tratto invece dal disco Gemini Echo, Into The Grumo ci fa conoscere le scorribande della collaborazione tra Leather Parisi e Lucy Mina, connubio tra la blackened disco rumorista del primo e la malinconia ombrata del secondo. Un suono che spinge frammenti space in un’affastellata ottica sludge macchinosa e nervosamente claudicante quanto corposa e convincente. Tra gli altri dischi pubblicati da Asbestos di Lucy Mina vi consiglio anche il cantautorato cupo di Hidden Roomsdel e l’ancora più opprimente Δ.
È quindi la volta di un altro recupero con Mythlab di Cubic Centimetre, ovvero Chad Castetter degli indimenticabili postcorers di Lousville Endpoint. Tratto dall’album Narcoticism (Stage 1), uscita Asbestos Digit numero 65, va a segno con un minuto di rumorismo analogico in loop per variazioni minime e timbriche crude. Il giusto intermezzo prima della chiusura con l’inedito di Girl In The Fridge/Little Boy Blue. Accompagnato dal monicker che mi evoca spontaneamente la scrittura nera di James M. CainMatteo Conti con Blue And Now For Something Completely Different piazza il giusto finale per chi si è cibato di glitch pop anni ‘90, recuperandone però una versione più lo-fi e meno accondiscendente. Una filmica da titoli di coda per una catarsi disturbata che non nasconde le sue sfumate asperità, ma anzi le usa per chiudere al meglio. Spulciatevi le altre uscite di GITF/LBB sul bandcamp dell’etichetta e avrete altro pane per i vostri denti.
Se non siete ancora sazi, recuperate anche Eternallyt. The Corrugated Complication, altra ottima antologia sonora, per capirne sempre meglio l’universo musicale della label.
Prima di tutto però godetevi questo sampler, è il modo migliore per addentrarsi nei meandri concettuali dell’Asbestos e nella sua giungla di uscite, ma soprattutto è un ottimo ascolto, perfetto anche per sollazzarsi stesi sull’asciugamano a godersi il mare.

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