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Ur/Iron Molar – Split CD (Fucking Clinica/Alampo/Locust Swarm, 2009)

Si incrociano, in questo CD, due delle più prolifiche realtà del sottobosco industrial/ambient nostrano, accomunate tra l’altro da radici che affondano nell’hardcore dei ’90. Quasi un’ora di musica equamente divisa, con gli Ur che frazionano la loro porzione in quattro tracce, contro l’unico, monolitico brano degli Iron Molar.
Partiamo dai primi. Il terzetto genovese-alessandrino fa uso di tutti i colori della propria tavolozza, dipingendo una musica che, pur nei toni prevalentemente scuri, grazie alla delicatezza del tocco lascia all’ascoltatore discreti margini di interpretazione. Quattro tracce, dicevamo, quattro come le stagioni e come le stagioni, due sono più nebulose e indistinte, drone increspati da suoni elettroacustici, mentre due mettono in una mostra maggior caratterizzazione e personalità più spiccata. The Invisible Curse of What Feeds on Time fa convivere con sorprendente naturalezza brusio industriale e note cristalline di chitarra ed è certamente il pezzo migliore della serie; You’ve Been So Kind To Me, titolo probabilmente sarcastico visto la brutalità che mette in mostra, è massimalismo post industriale in un continuo montare di pulsazioni discontinue, urla belluine e clangorie, violenza propedeutica alla venuta di Iron Molar. Qui c’è poco da interpretare; i 27 minuti di La Caduta Di Lucifero sono all’insegna di un suono cupo, assurdamente carico e denso di malessere, dove le grida sono indistinguibili dalle sferzate elettroniche e l’unico elemento intellegibile è la voce che di tanto in tanto emerge, invocando Belfagor; dobbiamo parlare di black, piuttosto che dark ambient. Siamo alla presenza di una musica volutamente anti-umana, lontana da qualsiasi intento critico, che rivelerebbe una seppur vaga speranza, e che nemmeno dona, come tanta musica similare, un senso di catarsi. La condanna è stata pronunciata e il riscatto è impossibile, tantomeno il perdono: questa è musica ambient per un girone dell’Inferno dantesco. Onestamente, anche facendo appello a tutto il cinismo e la misantropia di cui sono capace, fatico a condividere una visione così negativa e ad immergermi totalmente nel suono. Se avessero ragione loro, sarebbe segno che Lucifero, nella caduta, ha trascinato con sé tutto il genere umano.

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