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UR / Craig Hilton – I Will Be The Light (Afe, 2008)

La nuova rappresentazione del terzetto genovese degli Ur, questa volta affiancato sebbene solo virtualmente dalla one man band Craig Hilton, continua il proprio viaggio post-apocalisse, intrapreso anni orsono, all’interno di cavi elettrici ed echi di una pallida umanità quasi dimenticata. Anche questa volta le evocazioni ambientali procedono non tanto per immagini quanto all’interno di un viatico sgranato e puntiforme: indimenticabile e superba la proiezione dell'”abominevole” Begotten di E. Elias Merhige durante i live act della band. Un’ esplorazione nell’improvvisazione che speriamo continui a lungo e offra sempre nuovi spunti per la ricerca. Alcune volte l’aria è talmente rarefatta da generare un senso di soffocamento all’ascoltatore diffidente: più che di predisposizione a queste sonorità credo sia richiesta una capacità di visionaria immaginazione e un’assolutà libertà da pregiudizi. La seconda proposta è difficile, sono il primo a farne ammenda, ma senza un proprio universo privato, oggi come oggi, è davvero difficile sopravvivere. “Alien music for alienated people”, perché no?

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