Un tranquillo weekend di riapertura – 9-10/11/12 Villa Zamboni (Valeggio Sul Mincio – VR)

Dell’associazione Humus di Valeggio sul Mincio avevamo avuto già modo di parlare in occasione del concerto di Murcof, che battezzava la stagione del decennale; con questo secondo appuntamento si celebra la riapertura della storica sede di Villa Zamboni, splendida villa d’epoca posta ai piedi del castello scaligero: in programma due giorni di concerti, che daranno voce a gruppi locali, nazionale e internazionali.
Si parte il venerdì, con la provincia veronese che tocca gli antipodi: sul palco un gruppo della zona e i neozelandesi Die! Die! Die!. Il terzetto de I Comunisti (da queste parti puoi far peggior figura solo chiamandoti I Terroni o I Negri),mette insieme una batteria e due chitarre, di cui una quasi sempre suonata con l’ausilio di un cacciavite: quello che salta fuori è una frana impro-rock, che prende forma (si fa per dire) in un lungo strumentale dove solo a tratti i tre trovano la quadratura, ma con i_comunistivilla_zamobnitraiettorie che appaiono del tutto casuali. La loro è un’interpretazione perversa del free-rock, dove più volte si ha l’impressione che i musicisti vadano ognuno per conto proprio: ammetto umilmente di non aver capito dove volessero andare a parare. A discapito del nome che si sono scelti, la loro è musica eminentemente disfattista, che nella gloriosa Unione Sovietica sarebbe valsa un biglietto di sola andata per la Siberia. Dopo quasi un’ora di esibizione, glielo avremmo pagato volentieri noi. Il cambio di registro è totale con l’arrivo dei Die! Die! Die!: noise rock melodico, tirato, regolare. Pure troppo, nonostante l’impegno, specie del cantante/chitarrista che spesso si dimena giù dal palco in mezzo al non numerosissimo pubblico: il concerto stenta a decollare, anzi, non decolla affatto, senza che si capisca bene il perché. I pezzi sono carini, ma manca la botta, quella visceralità che è un po’ il marchio di fabbrica dei gruppi che provengono da quelle parti. Alla fine li si ricorderà solo per avere la batteria più malmessa e rattoppata mai vista. Peccato, avendo ascoltato il disco, che non è affatto male, mi sarei aspettato di più. dustcloackvilla_zamobniQuasi quasi rimpiango I Comunisti.
La seconda serata, con un tempo da lupi a rallentare l’affluenza del pubblico, che sarà comunque buona, è anche l’occasione per festeggiare il compleanno di Alta Fedeltà, l’inserto della Voce di Mantova che, da ormai quattro anni, racconta settimanalmente storie di musicisti locali e non, recensisce dischi e concerti, dà notizie sul  mondo della musica indipendente (niente cover band di Ligabue e serate di liscio, insomma). Inutile dire quanto una cosa del genere sia un caso più unico che raro, sia a livello locale che nazionale, nel paese dove un quotidiano come Repubblica che almeno ci prova, finisce per dedicare a Bon Iver un articolo involontariamente grottesco. A soffiare sulle candeline è il giovanissimo quartetto dei Dustcloak, rock melodico e tirato in odore di Foo Fighters, a tratti scolastico ma decisamente più energico dei neozelandesi della sera prima. Insomma, si fanno ascoltare: eliminassero alcune cadute di tono (gli intermezzi urlati come se si rivolgessero a una platea cutvilla_zambonisconfinata e la cover di Bullet In The Head, del tutto fuori luogo) sarebbero più godibili, ma sono giovani, e mangiando polenta e dischi giusti si potranno fare. Meritano mezzo punto in più per la somiglianza del cantante/chitarrista con Mick Jones dei Clash. Se c’è una cosa che a un gruppo esordiente può servire, è far da spalla a una band storica come i Cut. Storica, ma ben lontano dall’essere consegnato alla storia: giù dal palco Ferruccio Quercetti e Carlo Masu sono signori normali, anche un po’ attempati (mi sa che più o meno siamo coetanei…), poi gli dai una chitarra in mano si trasfigurano in selvaggi rocker, sciorinando pezzi sparatissimi e trascinanti, supportati dal gran dinamismo di Francesco Bolognini alla batteria. È roba che non sfigurerebbe nel catalogo In The Red o Amphetamine Reptile del bel tempo che fu (a tratti mi hanno ricordato gli ottimi e misconosciuti Vertigo), con pezzi nuovi e vecchi che si mescolano a meraviglia, senza che ci sia un attimo di pausa, se non per decantare le doti del cuoco che li ha nutriti questa sera. Il resto sono, nell’ordine: duetti di chitarre torride, melodie vocali a presa rapida, batterie vorticose, sudore a secchiate e salti su e giù dal palco, a cui è da aggiungerne uno, piuttosto goffo, di Masu sulla batteria, un numero degno del Kurt Cobain più autolesionista, ma con risultati fortunatamente meno disastrosi. Si finisce sancendo la definitiva inversione fra stage e platea col pubblico, partecipe ed entusiasta per tutto il concerto, invitato a salire sul palco, nella miglior tradizione degli Iron Maiden degli anni d’oro. Decisamente un gruppo in gran forma: per loro la strada dell’annientamento, come titola il loro ultimo album, è ben lungi dall’essere stata imboccata.

Tagged under: , , , , , , , , , , ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blast from the past!

Hell Demonio - Discography (Wallace/Robotradio, 2008)

Discography, secondo album degli Hell Demonio, anche questa volta coprodotto da Wallace e Robotradio, conferma quanto di positivo si era…

12 Jun 2008 Reviews

Read more

Albireon - A Mirror For Ashen Ghosts Part Two (Toten…

“Raccontami una fiaba, in cui nessuno muore e mentimi se vuoi ma fallo con il cuore raccontami un dolore di vetro scheggiato giocattoli…

03 May 2022 Reviews

Read more

Icydawn - Rituals Of Obsession (Luce Sia, 2020)

Ancora una ristampa, ancora un recupero per Luce Sia: questa volta l'artefice è il mentore stesso dell'etichetta (Sacha Rovelli) che,…

01 Jun 2020 Reviews

Read more

Wailing Of The Winds - II (Paradigms, 2013)

Torna Mauro Sciaccaluga con il suo progetto solista Wailing Of The Winds e, dopo che la bella cassetta omonima era…

12 Dec 2013 Reviews

Read more

Gabriele Gasparotti - Istantanee Vol.1 (Diodrone, 2019)

Il presupposto fondamentale con cui avvicinarsi a queste istantanee non è immediato benchè sia incastonato nella copertina medesima, autentica dichiarazione…

21 Apr 2020 Reviews

Read more

Ocean Music

O del perdersi e ritrovarsi quando passano le glaciazioni e le ere si consumano come noccioline al circo. Era il…

13 Jun 2010 Articles

Read more

Stefano Giorgianni, Christian Falch, Fredrik Horn Akseslen – Blackherts (Tsunami,…

Dei documentari sul black metal, norvegese ma non solo, ormai credo si sia perso il conto: il genere attira -…

15 Aug 2019 Reviews

Read more

Gil Hockman - Dolorous (Self Released, 2015)

A volte la semplicità paga, come nel caso di questo disco fatto di niente, nato quasi per caso attraverso un…

28 Oct 2015 Reviews

Read more

Muviments Festival – 28-29/12/11 Itri (LT)

C’era bisogno, per chiudere decentemente un 2011 non propriamente esaltante sul fronte dei concerti, di un festival come si deve…

13 Jan 2012 Live

Read more

Holy Palms – Jungle Judge (Arte Tetra, 2016)

Che Pavel Eremeev sia un matto tamarro o un geniale alchimista è difficile da stabilire e certo non basteranno le…

08 Feb 2017 Reviews

Read more

X Congresso Post Industriale – 31/10/2015 Kindergarten (Bologna)

Non si poteva mancare quest’anno Al Congresso Post Industriale che la Old Europa Cafè organizza per al decima volta e…

11 Nov 2015 Live

Read more

Weeping The Black - Meanings In Lacrima (Autoprodotto, 2007)

Ancora metal. Ovviamente. Anche perché: "Heavy Metal will never die!" diceva un caro amico metalmeccanico di Spinetta Marengo. E se…

20 Aug 2007 Reviews

Read more

Laura Loriga - Vever (Ears&Eye 2022)

Di Laura Loriga avevo un bellissimo ricordo. La Maison Verte, datato 2016, mi sembrava l’unione quasi perfetta tra i tratti…

28 Apr 2022 Reviews

Read more

Koji Asano: il long distance runner della composizione giapponese

Quando qualche anno fa iniziai a ricevere suoi dischi, Koji Asano si trovava in una delle sue fasi più prolifiche:…

17 Mar 2012 Interviews

Read more

Hermetic Brotherhood Of Lux-Or – Anacalypsis (Boring Machines, 2016)

Grazie a Boring Machines trovano ospitalità fuori dalla Sardegna gli Hermetic Brotherhood Of Lux-Or, fra gli esponenti di spicco della…

05 Dec 2016 Reviews

Read more

Uncodified – Behaviour Traits Of Stalkers (Diazepam, 2013)

Con un titolo del genere, con un Black Death Synth che spicca fra la strumentazione, con Marco Deplano (Wertham) che…

24 Feb 2014 Reviews

Read more
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Back to top