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Ubik – Anything You Don’t See Will Come Back To Haunt You (Fratto9 Under The Sky, 2016)

Marco Bonini è un chitarrista jazz con esperienze in ambito improvvisativo (ad esempio lo potete ascoltare negli Acre o nei dischi di Ettore Fioravanti), ma qui lo vediamo alle prese con un altro genere, infatti con lo pseudonimo Ubik si dedica all’ambient/drone e con risultati davvero buoni. Naturalmente lo strumento da cui trae i campioni per la sua musica è sempre la sua chitarra e, anche grazie a questo elemento, in questo disco si sentono alcuni richiami alle sonorità del Fennesz di Endless Summer: il legame c’è da un lato per le melodie solari e malinconiche allo stesso tempo e dall’altro per la estrema qualità della proposta sonora. I quattro lunghi brani del disco in effetti scorrono molto bene evitando l’effetto “tappetone” e si ascoltano davvero con piacere, grazie soprattutto alle sonorità cristalline e alla piacevolezza delle melodie agrodolci e dilatate, ma mai scontate o banali tanto da evitare l’effetto “già sentito” in un settore molto affollato: gli stilemi insomma sono esattamente quelli ma “il manico” si sente.

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