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The White Mega Giant – TWMG (Shyrec, 2014)

Tornano i The White Mega Giant dopo l’ottimo biglietto da visita di Antimacchina, una sorta di fotografia di ciò che di buono ha sfornato il post rock strumentale negli ultimi tre lustri. Il trio veneto questa volta innesta con sapienza una forte dose di elettronica (sintetizzatori e voice effect), direttamente nella struttura delle tracce e, dopo iniziali timori, alziamo le braccia e ci arrendiamo.
Ci vuole coraggio o forse solo consapevolezza e padronanza totale dei propri mezzi per proporre certe sonorità (ormai considerate fuori tempo massimo e purtroppo non più senza tempo) e per farle funzionare e girare bene.Tutto questo con la consueta cura del dettaglio e un perfezionismo malato sia negli arrangiamenti, che nella post produzione o nella curata scheda tecnica. Ed è così che in pieno 2014 il gruppo riesce a stupire lavorando su un genere dato per morto e in agonia da rilascio sfinteri, catturando l’attenzione per tutta la durata di questo secondo omonimo capitolo. Un album dal respiro ampio, dalle sfaccettature più rarefatte, a tratti evanescente e dark, con un tocco alla francese inserito nei crescendo stratificati a cui la band ci ha abituato bene fin dall’esordio. Se la forza quindi di TWMG non risiede nella novità della formula, sopperiscono maturità e classe. Da battitori liberi ce la fanno ancora una volta, ed in modo egregio.

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