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The Shipwreck Bag Show – S/T (Wallace, 2012)

Continua la navigazione la sgangherata nave (vichinga, si direbbe dalla copertina) capitanata da Xabier Iriondo alla chitarra e da Roberto Bertacchini a voce e batteria, sempre più alla deriva in un mare tempesteso fatto di pop folle e rock in forma libera, in cui i due dimostrano di trovarsi perfettamente a proprio agio.
The Shipwreck Bag Show, al momento, è certamente il miglior progetto in cui Iriondo è coinvolto ed ha inoltre il non trascurabile merito di dare spazio al talento lirico e musicale di Bertacchini, che di recente abbiamo anche potuto apprezzare in veste di solista. Anche nel breve spazio di quattro brani per otto minuti che riempiono questo 7”, tutti gli elementi che fanno grande il duo emergono chiaramente: le chitarre in iperdistorsione che non temono di naufragare nel rumore, i ritmi serrati e imprevedibili, la voce diversamente intonata, i testi (in italiano) per cui non possiamo che rispolverare l’aggettivo “sociopoetici”. In più, sembrano rientrare in gioco alcuni elementi free che in KC erano passati in secondo piano, senza che la vena più pop (in senso lato) venga sacrificata. È l’urgenza espressiva la caratteristica che marchia a fuoco ogni loro pezzo, qualificando i Shipwreck come uno dei pochi gruppi rock in circolazione che sappia ancora tenere viva la fiamma: senza la preoccupazione di aderire a questa o a quella tendenza, orgogliosamente impresentabili, gioiosamente anarchici. Oggi, più che mai, necessari.

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