The Shipwreck Bag Show – Il Tempo… Tra Le Nostre Mani, Scoppiaaaaaaaaaaaaaaaaa! (Wallace, 2009)

 

 

Forse è eccessivo definire questo un album di canzoni sebbene “ubriache e sbilenche”, come fa il comunicato stampa che lo accompagna, a meno che non ci si voglia riferire ad esempi ben lontani nel tempo, ipotesi che, vedendo la foto di copertina, non è poi tanto peregrina. Certo è, comunque, che Il Tempo… possieda una comunicatività maggiore rispetto all’ottimo esordio su CD 3″, uscito per la Wallace Mail Series due anni or sono: non un repentino cambio di rotta, bensì un’enfatizzazione di certi aspetti, unitamene ad alcuni nuovi innesti.

In questo nuovo lavoro a nome The Shipwreck Bag Show l’ex Starfuckers Roberto Bertacchini, ora in forza ai Sinistri e Xabier Iriondo (troppe da elencare le band precedenti, così come le attuali frequentazioni) fanno cozzare strumenti tradizionali, per quanto spesso insoliti, con un’attitudine genuinamente contemporanea, generando una materia sonora, potremmo genericamente definirla blues, che fluisce con continuità solo in un paio di episodi, preferendo in genere battiti frammentari, apparentemente casuali e suoni spezzati. Qua e là risuonano echi dei già citati Starfuckers e degli A Short Apnea del primo album, senza che tuttavia si cada nel già sentito o che venga meno la spiccata personalità del duo. Anzi, ad accentuare ancor più la cosa, dando un taglio forse davvero da canzone al tutto, è l’apporto di Bertacchini, impegnato, oltre che dietro alla batteria, con la voce: quello che destruttura col suo drumming dinamico e scomposto, lo riunifica con linee vocali a volte beffardamente Beefheartiane, altre più prossime al parlato, rivelando una spiccata personalità che viene ad essere uno degli elementi di maggior interesse del disco, certo il più caratterizzante.
Forse non tutto è ancora completamente a fuoco, ammesso che l’obiettivo sia quello, essendo le parti in cui i due paiono in fase di accordatura fra le più intriganti, ma siamo alla presenza di un disco vario e ricco di spunti interessanti, una delle migliori uscite Wallace degli ultimi tempi.

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