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The Postal Service – Give Up – Deluxe 10th Anniversary Edition – (Sub Pop, 2013)

Quando metto su Give Up e parte The District Sleeps Alone Tonight non mi rassicura per niente pensare che questo disco dei Postal Service è uscito ormai dieci anni fa. Eppure e così e se sulle pagine di Sodapop torniamo a parlare di questo album “pigliatutto” è proprio la ristampa, due lustri dopo, di una edizione speciale da parte di mamma Sub Pop. Sì, proprio la storica etichetta di Seattle, bandiera del grunge dei tempi d’oro, capace di riconvertirsi, con anche qualche caduta di stile, verso un suono indie più soft e accessibile.

E proprio le melodie su tappeti elettronici intriganti e insinuanti dei Postal Service hanno contribuito a riempire il conto in banca di Sub Pop facendo dell’album il best seller dai tempi di Bleach dei Nirvana. Ristampa non solo per battere cassa, però. Qualche inedito (due), le versioni di We Will Become Silhouttes e Such Great Heights, affidate rispettivamente a Shins e Iron And Wine, remixes e live, fanno di questo disco già valido nella sua versione originale, un appuntamento succoso per fans e neofiti. Le canzoni ci stanno ancora tutte e chi lo aveva ascoltato alla nausea può ora ricordare il motivo dell’eccessivo consumo e dopo un po’ di astinenza riassaporare la classe pop cristallina delle melodie di Ben Gibbard, già coi Death Cab for Cutie, scolpita nelle suadenti trame elettroniche di Jimmy Tamborello, ben noto nei circuiti electro come Dntel. Una collaborazione a distanza la loro, che sa di antico anche se portata avanti nel ventunesimo secolo: un frenetico lavoro postale che porta i due artisti a lavorare a distanza: la collisione tra i brani e le basi di Tamborello, che finiscono incise dalla voce e dai testi di Gibbard, secondo me maggiormente valorizzato nei Postal Service rispetto a quanto non potesse esserlo nella sua band principale. La varietà di soluzioni e la purezza pop, capace di passare dall’intimismo da cameretta (la già citata canzone di esordio parladel trasferimento a Washington Dc della fidanzata di Gibbard) alla semplicità complice di un strofa-ritornello-strofa. E se le soluzioni musicali, mai aggressive, ma sempre limpide e ficcanti riescono a convincere e soddisfare anche i “detrattori” dell’elettronica più ruffiana e “molle”, allora il valore c’è tutto. Dannatamente pop e urgente anche dieci anni dopo, vale l’acquisto da parte di chi all’epoca non se l’era filata, come magari era capitato con l’altro “best seller”, questa volta europeo, Neon Golden dei Notwist. Un’altro disco uscito più di dieci anni fa e ancora capace di regalare melodie e ritmi di classe sopraffina. “Don’t wake me, i plan on sleeping in”.

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