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The Comformist – Three Hundred (Africantape, 2010)

Quanto dista St. Louise, nel Missouri, da Louisville, nel Kentucky? In automobile poco più di 260 miglia; a sentire The Comformist, invece, molto meno. Ristampa del loro secondo  album, uscito nel 2007 per la 54º 40' or Fight!, registrato da Steve Albini e mai commercializzato in Europa, trova ora visibilità grazie all'Africantape, che lo ristampa in vista del tour continentale della band. L'iniziale (se si escludono i 32 secondi quasi afoni di Untitled) Laundry Hepburn, coi suoi ritmi scomposti e le asprezze jazzcore, faceva sperare in qualcosa di più, mentre il prosieguo ci consegna solo un buon album di rock post-Slint, basso in evidenza e ritmi lenti, intersecati da qualche addizione math-ematica non troppo invadente e pillole di violenza hardcore, come in Tax Reduction e nel finale dell'ironica Black People. Non certo degli originaloni, ma nemmeno dei meri conformisti: pur nella sua prevedibilità Three Hundred è un album godibile, otto pezzi vari e brevi (salvo la conclusiva You're Welcome che sfiora gli otto minuti), mai troppo calligrafici e scritti con gusto e intelligenza. Si vive tranquillamente senza, ma può regalare momenti piacevoli.

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