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Tag Archives: van pelt

Anatrofobia – Canto Fermo (Wallace/Neon Paralleli/Lizard/ADN/Aut, 2020)

Chi l’avrebbe mai detto? Sono tornati gli Anatrofobia, a  13 anni dall’ultima comparsa su un supporto fonografico. Uno iato così lungo non può che portare cambiamenti, visibili in primis nella formazione: manca il sax di Alessandro Cartolari mentre sono della partita Paolo “Makhno” Cantù a chitarra e clarinetto e Cristina Trotto Gatta alla voce (dai…

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Joan And The Sailors – Home Storm (Little Jig, 2013)

Leggendo la press sheet mi sono fatto traviare e ho subito pensato che il (secondo) lavoro della formazione svizzera Joan And The Storm – dedita ad un art pop con cantato poliglotta (inglese, francese e spagnolo: ci fosse stato il tedesco, loro lingua madre presumo, facevamo proprio tutti i Cantoni) – fosse una cosa alquanto indigeribile e ambiziosa, da cui stare alla larga. Invece già la la prima traccia mette alla luce indiscusse qualità, chitarre pulite, giri narcolettici e ottimo indie rock scuola Van Pelt con una voce femminile (quella di Joan Seiler) ispiratissima, che segue le tessiture ritmiche dei brani come un’onda. Detta così a qualcuno verranno in mente anche i Life Without Buildings.

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Forever Idle Forever Idol – Volume Two (Kosmik Elk Mind, 2008)

Altra cassetta Kosmik Elk Mind, altro bel reperto ed anche in questo caso si tratta di un lavoro semplice, ruvido ma caldo ed allo stesso tempo suggestivo. Non so se si tratti di un lavoro di Ippoliti in solo o di altro, resta che l’estetica è la stessa di alcune sue cose soliste, quindi di poco fa virtù: anche se non c’entra nulla, queste tracce hanno la grande qualità delle prime cose dei Van Pelt o del pezzo famoso degli Oneida, che con un riff spinto oltre il parossismo portano a casa il risultato.

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Confuse The Cat – Keryky (Zeal, 2008)

Una volta in Belgio c’erano i Kosier D e poi furono i Reiziger, erano entrambi ottimi gruppi, i primi avevano fatto un disco che si trovava con piedi, corpo, "anema e core" a Washington dc nel catalogo Dischord di medio periodo, mentre i secondi pur non brillando per originalità fecero una manciata di piccole perle pop situate fra Van Pelt e Karate "dei bei tempi" e per quel che ricordo erano entrambi ottimi gruppi live. Bene, Geert che faceva parte di entrambe le line-up, pur non facendo da "front man" nel senso deleterio del termine, resta una delle colonne dei Confuse The Cat: ora, se vi piaceva il suo stile di scrittura è possibile che non ne rimaniate troppo delusi pur non trattandosi di una copia carbone delle sue esperienze precedenti, semmai parlerei di una loro "naturale" evoluzione. …

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