since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Tag Archives: unwound

Silent Carnival – Drowning At Low Tide (Viceversa/Seltz, 2016)

Che ci fossero le basi per essere un disco eccezionalmente alto in qualità, visti i protagonisti coinvolti, era fuori ombra di dubbio. Il side project di Marco Giambrone – artista poliedrico nonché chitarrista dei Marlowe che hanno sempre trasudato stile coi loro intrecci musicali perfetti – arriva e ci si aspetta qualcosa di bello. E…

Read more

Nicolas J. Roncea – Eight (Part One), (Autoprodotto, 2014)

Abbiamo già avuto modo di conoscere ed apprezzare Nicolas J. Roncea in quanto membro degli eccellenti Io Monade Stanca e come solista, specialmente con Old Toys, lavoro che ha preceduto di due anni Eight. Questa è la prima tranche di un progetto decisamente ambizioso: altre due parti sono previste e saranno disponibili, nei mesi a venire, anche in versione digitale per dare la possibilità agli ascoltatori di scegliere i dieci pezzi (sui 24 pubblicati) che andranno a formare un vinile speciale. …

Read more

The Tall Ships – On Tariffs And Discovery (Minority, 2011)

That's only post-rock, but I like it. Ecco cosa ho pensato qualche minuto dopo aver iniziato ad ascoltare On Tariffs And Discovery. Perchè ci sono i suoni dilatati ed intensi, le chitarre che si rincorrono, le canzoni che cambiano marcia in corsa e si trasformano diventando completamente un'altra cosa rispetto a come erano iniziate, giochi di contrasto tra una dolcezza estrema e una furia scatenata e scatenante, la (quasi) calma che precede la (quasi) tempesta sonora. …

Read more

Ongapalooza: Father Murphy + Mamuthones – 18/02/11 Unwound (Padova)

Ongapalooza è il festival intinerante e ad assetto variabile che celebra i cinque anni di attività della Boring Machines e delle tante date questa era l'unica che, per questioni lavorative, fosse per me abbordabile. Ma al di là delle mere questioni pratiche, sulla carta mi pareva uno degli abbinamenti qualitativamente migliori e col senno di poi posso dire di non essere stato deluso. Sono serate come queste che danno senso all'uscire e macinare chilometri per andare ai concerti, perché donano sensazioni che anche i dischi migliori non riescono a trasmettere. Prendete i Mamuthones, prendete Maurizio Boldrin: il fatto di avere un batterista di un'altra generazione e di altro ambito appariva come una curiosità, poco più. Certo, il disco è ottimo e le percussioni elemento essenziale, ma in studio, lo sapete, è facile imbrogliare.

Read more
Back to top