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Tag Archives: three in one gentleman suit

Modotti – Come Ti Senti (Upupa/Fooltribe, 2016)

I Modotti sono un trio bolognese. Si chiamano così in onore di quella gran donna che è stata Tina Modotti. Hanno l’ultimo ep, seguito di due album, che è fuori da pochi giorni e si dicono “ritornati senza punti interrogativi” che trovo una frase positivamente inusuale quanto interessante. Certo, dopo aver ascoltato anche poco di Come Ti Senti – titolo definito come affermazione, non domanda -, mi pare molto chiaro il significato netto della frase sopra. …

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Xiu Xiu + Three In One Gentleman Suit – 27/10/12 Auditorium Malkovich (Sommacampagna – VR)

Ci sono gruppi che, pur apparendo a fine corsa per quel che riguarda la qualità delle produzioni discografiche, vale sempre la pena vedere dal vivo, non tanto, o almeno non solo, per la possibilità di ascoltare il vecchio repertorio, quanto per il fatto che spesso, dal palco, riescono a trasmettere un’intensità che in studio evidentemente si perde, dando linfa a pezzi in partenza non felicissimi. Le ultime produzioni della band di Jamie Stewart conservano poco dell’antico splendore, ma essendo la loro fama dal vivo di tutto rispetto, mi reco fiducioso all’appuntamento di questa sera. …

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My Speaking Shoes – Holy Stuff (Autoprodotto, 2012)

Ohhhhh. Bene. Con un paio di mesi di ritardo rispetto all’uscita, mi accingo a parlare del primo disco di una giovanissima
formazione nata in quel di Sassuolo. Ora, va premesso che normalmente sono molto scettica, pur rispettando tantissimo la scelta, quando si canta al femminile. Aggiungiamo (pluralis maiestatis) poi che sono tendenzialmente molto esterofila, per cui, sulla carta, l’album in questione partiva con dei punti handicap mica da ridere. Ma poi, a riprova del fatto che i proverbi hanno sempre ragione e “Don’t judge a book by its cover” – and neither an album! -, ad un primo ascolto si è risvegliato il mio ordine mentale che vede nella piramide della commozione positiva, subito dopo la frase “Nessuno mette Baby in un angolo” (citazione filmica prettamente femminile, se non riconosciuta, consiglio di indagare presso la prima fidanzata-amica-mamma-sorella che vi capita a tiro), il power rock un pò psichedelico bello tirato – tanto meglio se il tutto mi può ricordare i Motorpsycho (mio indice sicuro di alto gradimento) -. Incasinatissimo cappello che porta il discorso, come dicono i quattro protagonisti, “alla ciccia”: Holy Stuff è materiale che scotta, nel senso che accende, brucia e consuma.

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Modotti – Migranti (Upupa/Fooltribe, 2012)

I tre Modotti suonano come se fossero nati a washington e invece vivono in provincia di Ferrara dalle parti del delta del po: il loro esordio sulla lunga distanza non sfigurerebbe nel catalogo Slowdime e il cantato in italiano riesce ad essere convincente con testi semplici, non banali ed efficaci. E in questi tempi in cui nell’indie nostrano che conta dilaga il canta(utora)to da strapazzo non è poco. …

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