since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Tag Archives: this heat

Sons of Viljems: Grigio di Londra

Quella dei Sons of Viljems è una storia nata per caso, in una città che offre molteplici possibilità di collaborazione e, ovviamente, anche molti stimoli per metterle in campo. Andrea Giommi, chitarrista italiano già conosciuto per aver militato in importanti band post punk/wave come Edible Woman e Leg Leg, proprio in quel della City viene in contatto casualmente nel 2013 con…

Read more

Blake/e/e/e – Border Radio (Unhip, 2008)

Archiviati i Franklin Delano, Paolo Iocca, anche qui accompagnato da Marcella Riccardi, torna in pista con il nuovo progetto Blake/e/e/e. Non un cambio radicale rispetto alla precedente formazione, quanto piuttosto l’inserimento di nuovi elementi musicali e contaminazioni più marcate. L’album si presenta eterogeneo, privo di una vera e propria continuità tra un pezzo e l’altro. Gli umori variano dal folk a brani praticamente post punk, da pezzi tessuti su inteialature di mandolino a bassi dub. …

Read more

Supersilent – 8 (Rune Grammofon, 2007)

Quartetto norvegese attivo da dieci anni ormai, e con alle spalle già un certo numero di uscite, rigorosamente scandite da una ferrea numerazione sequenziale, Supersilent è il frutto della collaborazione tra Arve Henriksen alla tromba, Ståle Storløkken alle tastiere, Jarle Vespestad alla batteria e Helge Sten, conosciuto anche come Deathprod, a suo tempo produttore e collaboratore dei Motorpsycho, a synth ed elettronica.

Read more

Rock And The City – La Storia Siamo Noi

Sosteneva Lukàcs che il compito del genio è mettere ordine tra le cose, che per deduzione equivale a dire che artisticamente non si crea nulla da zero, piuttosto si tesse una rete di fili già esistenti e pronti a farsi scoprire e connettere all’infinito. Calza a pennello per tanti suoni che c’accompagnano: prima dei Velvet ci fu La Monte Young ma era avanguardia colta e non rock; prima dei fratelli Reid c’erano giustappunto Reed e soci ma non erano pop; l’ambient di Brian Eno lo avevano già in mente i Cluster ma senza l’afflato pastorale in quanto tedeschi inurbati. Si potrebbe proseguire all’infinito, però a questo giro non si parla di corsi e ricorsi storici, bensì di quella sovente benefica patologia che si suole chiamare "revisionismo". …

Read more
Back to top