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Sons of Viljems feat. Filip Sijanec : fuori il nuovo singolo su EEEE

Molto interessante e particolare il linguaggio dei Sons of Viljems, progetto di base a Londra nato dalla collaborazione tra Andrea Giomni (chitarra), già conosciuto per aer militato in importanti band post punk/wave come Edible Woman e Leg Leg, e il bassista sloveno Nejc Haberman dell’ensable etno-jazz Jazoo. Il progetto, che per il momento lavora su…

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Blake/e/e/e – Border Radio (Unhip, 2008)

Archiviati i Franklin Delano, Paolo Iocca, anche qui accompagnato da Marcella Riccardi, torna in pista con il nuovo progetto Blake/e/e/e. Non un cambio radicale rispetto alla precedente formazione, quanto piuttosto l’inserimento di nuovi elementi musicali e contaminazioni più marcate. L’album si presenta eterogeneo, privo di una vera e propria continuità tra un pezzo e l’altro. Gli umori variano dal folk a brani praticamente post punk, da pezzi tessuti su inteialature di mandolino a bassi dub. …

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Supersilent – 8 (Rune Grammofon, 2007)

Quartetto norvegese attivo da dieci anni ormai, e con alle spalle già un certo numero di uscite, rigorosamente scandite da una ferrea numerazione sequenziale, Supersilent è il frutto della collaborazione tra Arve Henriksen alla tromba, Ståle Storløkken alle tastiere, Jarle Vespestad alla batteria e Helge Sten, conosciuto anche come Deathprod, a suo tempo produttore e collaboratore dei Motorpsycho, a synth ed elettronica.

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Rock And The City – La Storia Siamo Noi

Sosteneva Lukàcs che il compito del genio è mettere ordine tra le cose, che per deduzione equivale a dire che artisticamente non si crea nulla da zero, piuttosto si tesse una rete di fili già esistenti e pronti a farsi scoprire e connettere all’infinito. Calza a pennello per tanti suoni che c’accompagnano: prima dei Velvet ci fu La Monte Young ma era avanguardia colta e non rock; prima dei fratelli Reid c’erano giustappunto Reed e soci ma non erano pop; l’ambient di Brian Eno lo avevano già in mente i Cluster ma senza l’afflato pastorale in quanto tedeschi inurbati. Si potrebbe proseguire all’infinito, però a questo giro non si parla di corsi e ricorsi storici, bensì di quella sovente benefica patologia che si suole chiamare "revisionismo". …

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