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Ocean Music

O del perdersi e ritrovarsi quando passano le glaciazioni e le ere si consumano come noccioline al circo.
Era il 2003, come dire tanto tempo fa. Internet, si beh ok, lo usavamo. Ma era diverso. Come dire poco sfruttato, elitario, un po' snobby. Ma non piangiamo sul latte versato. Sapete com'era, no? I vostri fratelli più grandi ve ne avranno parlato. Era il 2003 e non ricordo per quale incrocio riuscimmo a portare Paolo di Komakino, una delle migliori fanzine a cavallo del millennio in Italia e uno dei migliori portali oggi per aprirsi il cervello a input buoni, a suonare a Genova. Paolo all'epoca interagiva con Christy Brewster in un duo che si mandava le registrazioni a mezzo posta e implementando i suoni, allora così demodè, della chitarra shoegaze del laziale alle sviolinate e alle voci eteree della scozzese. Con loro, stipati in macchina, un coadiuvatore a sei corde di provenienza mediterranea e un magrolino personaggio francese. Christophe si presentò come il label owner della Ocean, l'etichetta francese che avrebbe di lì a poco editato il disco.

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Levis Hostel – Star Bell Jar (Persian Surgery, 2009)

"Lo spirito del Natale ci ammorberà fino alla prossima estate", questo sottotitolo accompagna l'esordio dei pescaresi Levis Hostel dopo il discreto successo dell'Ep A Minor Quarrel, all'insegna di un pop che forse non ha ancora deciso quale strada percorrere:con Loony Bin potrebbero essere i Tiger Tiger che rifanno gli un pezzo degli Wham! sotto Natale, mentre con Margarine Lover i riferimenti virano verso Jesus And Mary Chain. E' questa una delle canzoni più belle del lotto, poi arrivano ballatone come Yo're So Much Better Than The Rest che ti spiazzano: i cori femminili che non smettono mai e la voce che, carica di pathos, sforna cose terribilmente suadenti, indefinibili. …

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Earlimart – Hymn And Her (Major Domo/Shout! Factory, 2008)

Ad un primo ascolto, le assonanze tra Hymn And Her, sesto album degli Earlimart, e gli ultimi (capo)lavori degli Stars appare evidente: una costruzione sonora cristallina ed estremamente ponderata, melodie avvolgenti e contrappuntate dall’uso di archi e pianoforte, l’alternanza tra voce maschile e femminile. Ma, fermandoci a questa analisi sommaria, perderemmo i tratti distintivi che fanno di questo disco un’opera imperdibile.

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