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Tag Archives: sonic youth

Smallgang – San (Damnably, 2014)

Alla seconda prova il trio londinese Smallgang, formato dai fratelli Kobayashi e dal batterista Matt Atkins, colpisce per semplicità nel guardare prevalentemente oltreoceano verso i suoni della musica indipendente dei primi anni novanta. Un po’ come tutte le uscite Damnably, direte voi. Nei momenti più riusciti la band riesce a coniugare la delicatezza impalpabile e il noise trattenuto dei Seam (Dust) con un basso pulsante che ricorda i fratellini sfortunati dei Buffalo Tom, ovvero i Cold Water Flat, scomparsi ormai credo nella memoria (a meno che Damnably non li recuperi, appunto). …

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Sun Kil Moon – Benjii (Caldo Verde, 2014)

Un capolavoro intenso e profondo, e c’è dentro tutta una vita. Basterebbe questa semplice frase per dare lustro al ritorno, due anni dopo Among The Leaves, di Mark Kozelek, il cantautore dell’Ohio che negli anni Novanta ha strapazzato le vite di molti e che, dopo la fine dei Red House Painters, ha intrapreso una carriera di tutto rispetto, da solista, con il monicker di Sun Kil Moon e con mille altre collaborazioni che non hanno mai smesso di confermare le sue qualità di songwriter. …

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Hazardous Waste – Pussyhead (Autoprodotto, 2013)

L’indefessa poetica dei rifiuti continua la propria sciancata strada attraverso i pezzi dei ritrovati Hazardous Waste che da un certo punto di vista non sono null’altro che il lato intellettuale (!!!) dei Messa In Piaga. Perlomeno stavolta abbiamo una parvenza di strutture/pezzi dove prima pareva solo effetto di psicofarmaci scaduti. Ricordate le celebri improvvisazioni dei Sonic Youth ai tempi di Ciccone Youth e Death Valley ’69? Ecco, togliete Thurston Moore e soci e sostiuiteli con i tre deficienti del piano di sotto che vi lacerano gli zebedei ascoltando cumbia alle tre di notte. …

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No Age – An Object (Sub Pop, 2013)

Parto dalla conclusione: a Thurston Moore (almeno quello dei tempi di Evol, Daydream Nation o Goo) questo disco piacerebbe.
Detto ciò, mi dilungherò un pochino su quanto il quarto lavoro dei No Age sia un ensemble piacevole di undici tracce fondamentalmente noise dove il lavoro che loro definiscono avant-garde si sente; si potrebbe discutere sul concetto di ‘avant-garde’ che, ormai, è post-garde (su questi lidi sono già arrivati in tanti e No Ground potrebbe essere uscita anche dalle menti dei nostri preziosi Wora Wora Washington, tanto per dire qualcuno – e tirare l’acqua al mulino nazionale -…) e certe schitarrate spastiche e sbilenche ricordano un pò troppo i Sonic Youth o i Pavement da giovani – I Won’t Be Your Generator – o anche i Ramones Defector/Ed -. …

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