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Tag Archives: six organs of admittance

Rangda – Formerly Extinct (Drag City, 2012)

Il trio Rangda comprende membri di Six Organs Of Admittance, Comets On Fire (Ben Chasny), Sir Richard Bishop dei Sun City Girls e il batterista Chris Corsano, gìà al lavoro, tra gli altri, con Matt Valentine, Thurston Moore e il bassista degli Zu Massimo Pupillo nel progetto Dimension X. Con tali credenziali in premessa entriamo nella cosiddetta sezione supergruppo in sordina, visto che Formerly Extinct è già il secondo lavoro che passa sotto il nome Rangda (vi invito a scoprire che significa, nel caso il moniker non vi dica nulla), dopo l’acclamato False Flag del 2010.

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Six Organs Of Admittance – Ascent (Drag City, 2012)

Avevamo già scritto di Ben Chasny, mente dei prolifici (anche troppo dalla quantità di album in uscita: 13, disco più disco meno) Six Organs Of Admittance. La curiosità stavolta è data dal fatto che vengono convocati i grandi Comets On Fire (di cui Ben è chitarrista), impagabili nel fondere blues e hard rock con la carica, l’irruenza e la distorsione del punk del noise. Penso a quel capolavoro di Blue Cathedral, anche se qui  il paragone è più azzeccato se prendiamo il disco più “pulito” dei Comets, ossia Avatar. In Ascent, dopo vari excursus nella psichedelia acustica/ avant folk, i SOOA tornano ad origini hard rock supportati, dicevamo, dalla band citata sopra.

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Gino Dal Soler – The Circle Is Unbroken (Tuttle, 2011)

Molti dei libri delle edizioni Tuttle prendono le mosse da articoli e rubriche di Blow Up e vengono integrati e ampliati fino a diventare un volume. Non fa eccezione questo, che partendo da diversi articoli di Gino Dal Soler si concretizza in un volumetto di oltre 200 pagine alquanto interessante. Il sottotitolo 40 anni di folk psichedelico e visionario non lascia dubbi su quale sia il contenuto.

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Rock And The City – L’Anno Che Venne E Se Ne Andò

Siamo tutti qui – non è il Braccobaldo Show, ma poco ci manca – alle prese col consueto rito, sempre meno divertente, delle playlist di fine anno. Ogni addetto (e una discreta quantità di interdetti) ai lavori si balocca con la compilazione di liste ed elenchi, pronto da qui a dieci anni a rinnegare i suoi dischi preferiti tra le risate generali. Nulla di male, non fosse che oggi, nella confusione delle migliaia e migliaia di uscite (se interessa, ho ascoltato per piacere, gloria o dovere qualcosa in più di un par di centinaia di dischi dell’A.D. 2006, e non la scarico la musica, io), si finisce per focalizzare inevitabilmente una linea di stile o editoriale in ogni caso parziale: chi li ha sentiti TUTTI i dischi usciti quest’anno? Solo Piero Scaruffi, e mica ci metterei la mano sul fuoco (cito spesso Piero perché ad ogni invocazione il Grigis ripone un soldino in un vaso di Nutella vuoto, come fanno le mamme morigerate e prudenti coi figli facili all’ingiuria; una volta pieno, l’intero staff di Sodapop andrà alle Cinque Terre per uno sciacchetrà).

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