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Tag Archives: queens of the stone age

The Lovely Savalas – Pornocracy (Above Ground, 2011)

Ho sempre pensato che già dalla cover si possa intuire molto del contenuto di un disco. Cristiano Carotti, l'artista umbro che ha curato l'artwork dell'album, ha dato un'impronta forte e contestataria che mischia elementi contradditori. Proprio così definirei Pornocracy. Certo, ci sono le eccezioni che confermano la regola… penso a Rated dei Queens Of The Stone Age dalla grafica minimal quasi fosse un qualcosa di jazz raffinato. E invece. Ho citato Josh Homme & C. perchè The Lovely Savalas me li ricordano non poco.

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Miss Fraulein – The Secret Bond (Indipendead, 2010)

Combo cosentino al secondo lavoro, insapore e incolore quanto una pappa per neonati. Un cucchiaino di Alice In Chain, un pizzico di stoner, un misurino di hard e gran quantità di omogeneizzato di tacchino (Josh Homme). Il tutto va servito appena tiepido, per non rovinare i teneri palati. Effettivamente mi domando quale possa essere il potenziale pubblico dei Miss Fraulein. …

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Spread – Anche I Cinghiali Hanno La Testa (Il Verso Del Cinghiale, 2009)

Intitolare ai cinghiali il proprio CD mi appare come il segnale di un atteggiamento genuino, un approccio spontaneo e senza troppi filtri intellettuali alla materia musicale. Non è difficile incrociare cinghiali dalle mie parti e basta un giro in bicicletta in collina, o una passeggiata in cerca di funghi per incontrare le tracce di questi simpatici ungulati, pozzanghere che fungono da abbeveratoio, il sottobosco rivoltato dai loro nasi in cerca di vermi. Un'animale non troppo fine insomma, che nell'immaginario popolare evoca immagini di forza, appetito, distruzione, intelligenza grezza. Dico questo perché gli Spread, da Bergamo, mi ricordano a modo loro gli aspetti più naif di questo animale, e i boschi dove abita.

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Primal Scream – Beautiful Future (B-Unique , 2008)

Arrivarci, a vedere il futuro rosa! E forse qualcuno la personale quadratura del presente l'ha trovata, tanto da cantarla a conclusione di un ventennio di ricerca. Dove un Beck brancola nel buio per riscrivere se stesso in eterno, qualcuno ha rinvenuto il Graal da cui si sono abbeverati negli ultimi decenni i Rolling Stones. Dopo innumerevoli tentativi, effettuati in modalità trial & error, gli unici dotati di un tale autocompiacimento da sguazzare ed elogiarsi nella loro stessa broda sono sempre e solo i Primal Scream. Immuni alle mode, ormai, riescono ad attraversare ogni registrazione perpetrando la stessa truffa Over & Over, come cantavano i Fleetwood Mac che Gillespie e compagni ripropongono qui con Linda Thompson, ospite alla voce. …

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