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Tag Archives: philip glass

Compest – Zeugen (Der Leere) (Luce Sia, 2018)

Sublime progetto solista di Martin Steinebach, nuovamente su Luce Sia, che riassume in una minuscola cassetta tutto ciò che il sottoscritto può desiderare dalla musica nel 2018. Compest è essenzialmente è sempre elettronica, ma di fatto è un tappeto rosso e polveroso che si dipana sugli idrocarburi esausti di Fuck Buttons, Vangelis e Ben Frost.…

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Ooopopoiooo – 18/05/2014 Teatro Santissima Trinità (Verona)

Cambio di location per le serate dell’associazione Morse, un nomadismo utile a farci conoscere nuovi spazi e realtà: questa è la volta del teatro Santissima Trinità, situato accanto alla splendida chiesa romanica da cui prende il nome. Di scena stasera Ooopopoiooo, duo composto da Vincenzo Vasi, thereminista del terribile Vinicio Capossela (ma in realtà con un curriculum ben più ricco e invitante) e dalla polistrumentista Valeria Sturba, anche lei, nonostante la giovane età, con alle spalle collaborazioni di tutto rispetto. …

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Yuk! Interventi a cadenza casuale e necessaria numero 2 – DJ Final Trip

Bene. Dopo la sbrodolata sul footwork, posso a passare a qualcosa di completamente differente. Dj Final Trip (un nome – una garanzia) è un ragazzino incredibilmente giovane e orgoglioso dei suo capelli (“I have good hair and wierd music”), forse satirico e forse no, che si definisce un compositore come Mozart, Chopin, Beethoven e Philip Glass. Di sicuro sa usare bene tutti i mezzi a sua disposizione per portare avanti il suo progetto, che si potrebbe definire come una sorta di situazionismo inconsapevole, o forse no. Tutte le sue uscite sono disponibili su Bandcamp in free download. …

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Very Short Shorts – Minimal Boom! (Riff, 2011)

Secondo lavoro per Very Short Shorts (del primo disco parlammo qui), questo Minimal Boom! appare fin dal primo ascolto molto coerente ed essenziale, cartina al tornasole di una visione chiara e precisa da parte del trio. Esecutori certosini e fini, Manca, Vettori e Thòma formulano il loro personale linguaggio innestando suggestioni cameristiche su un corpo e un impatto prettamente rock, come una versione al testosterone della Penguin Cafe Orchestra.

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