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Tag Archives: pavement

Renata Zeiguer – Old Ghost (Northern Spy, 2018)

L’attenta Northern Spy ci fa conoscere la nuova e interessante voce di Renata Zeiguer. Studi musicali classici, “imbucata” con autorevolezza nel contesto indie attraverso numerose esperienze con un gran numero di band (Landlady, Cassandra Jenkins, Mr. Twin Sister, Relatives, Ava Luna, Widowspeak, Mutual Benefit, Christopher Burke, Quilt) e parole che raccontano di interiorità problematica con…

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The Lavender Flu – Heavy Air (Holy Mountain, 2016)

Mentre i mitici Sic Alps ci hanno lasciato da un po’ di tempo a bocca asciutta, a compensare la perdita è uscito in sordina questo doppio LP raccolta di 30 canzoni che recuperiamo in zona cesarini perchè di valore assoluto, non solo per chi scrive: su Heavy Air ci è  impazzito pure il boss della…

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The Martha’s Vineyard Ferries – Mass. Grave (Africantape, 2013)

Da una battuta tra amici nasce il nome di questo trio formatosi quasi per caso e composto per i due terzi da chi negli anni novanta ha già dato tutto, musicalmente parlando. Ed eccolo, quindi, un suono che possiede nel suo dna l’indie rock di quegli anni, che tanti ventenni oggi provano a replicare, come per tenerlo in vita (mi ha fatto un certo effetto leggere che la cantante degli Speedy Ortiz suonava in una cover band dei Pavement). Recente poi è stata pure la sorpresa Golden Gurls su queste pagine. Il progetto Martha’s Vineyard Ferries nasce da Elisha Wiesner (Kahoots), Bob Weston (Shellac, Volcano Suns) e naturalmente l’onnipresente Chris Brokaw: questi ultimi due amici dal lontano 1991, quando Weston curava la registrazione dei Codeine in un club di Boston.

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No Age – An Object (Sub Pop, 2013)

Parto dalla conclusione: a Thurston Moore (almeno quello dei tempi di Evol, Daydream Nation o Goo) questo disco piacerebbe.
Detto ciò, mi dilungherò un pochino su quanto il quarto lavoro dei No Age sia un ensemble piacevole di undici tracce fondamentalmente noise dove il lavoro che loro definiscono avant-garde si sente; si potrebbe discutere sul concetto di ‘avant-garde’ che, ormai, è post-garde (su questi lidi sono già arrivati in tanti e No Ground potrebbe essere uscita anche dalle menti dei nostri preziosi Wora Wora Washington, tanto per dire qualcuno – e tirare l’acqua al mulino nazionale -…) e certe schitarrate spastiche e sbilenche ricordano un pò troppo i Sonic Youth o i Pavement da giovani – I Won’t Be Your Generator – o anche i Ramones Defector/Ed -. …

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