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Tag Archives: motorpsycho

Humcrush – Enter Humcrush (Shhpuma, 2017)

A sei anni di distanza da HA!, collaborazione con la singer e improvvisatrice Sidsel Endresen, il duo Humcrush pubbica il suo gradito ritorno su Shhpuma, sottoetichetta della sempre interessante Clean Feed. Ståle Storløkken, tastiere, e Thomas Strønen, batteria, entrambi con le mani contemporaneamente impegnate su diversi ammennicoli elettronici, nomi molto attivi nella scena avant norvegese…

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La Teiera Di Russell – NMR (DreaminGorilla/Scatti Vorticosi/Vollmer/Tanto di Cappello, 2015)

Un fitto tessuto di parole mutuate da situazioni non musicali, questo l’intro – e l’outro – di NMR, primo lavoro de La Teiera di Russell.
Già. Proprio Russell, il buon vecchio Bertrand, il filosofo neopositivista. Quello, appunto, della teiera nell’universo messa lì per spiegare il concetto dell’esistenza (o meglio, non esistenza) di Dio. Ebbè. Mica un nome a caso, penso. Toccherà far roba all’altezza di cotanto personaggio tirato in ballo, penso. E infatti, sì.

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My Speaking Shoes – Holy Stuff (Autoprodotto, 2012)

Ohhhhh. Bene. Con un paio di mesi di ritardo rispetto all’uscita, mi accingo a parlare del primo disco di una giovanissima
formazione nata in quel di Sassuolo. Ora, va premesso che normalmente sono molto scettica, pur rispettando tantissimo la scelta, quando si canta al femminile. Aggiungiamo (pluralis maiestatis) poi che sono tendenzialmente molto esterofila, per cui, sulla carta, l’album in questione partiva con dei punti handicap mica da ridere. Ma poi, a riprova del fatto che i proverbi hanno sempre ragione e “Don’t judge a book by its cover” – and neither an album! -, ad un primo ascolto si è risvegliato il mio ordine mentale che vede nella piramide della commozione positiva, subito dopo la frase “Nessuno mette Baby in un angolo” (citazione filmica prettamente femminile, se non riconosciuta, consiglio di indagare presso la prima fidanzata-amica-mamma-sorella che vi capita a tiro), il power rock un pò psichedelico bello tirato – tanto meglio se il tutto mi può ricordare i Motorpsycho (mio indice sicuro di alto gradimento) -. Incasinatissimo cappello che porta il discorso, come dicono i quattro protagonisti, “alla ciccia”: Holy Stuff è materiale che scotta, nel senso che accende, brucia e consuma.

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