since 1997, our two cents on indie/punk/post/electronica and more...

Tag Archives: massimo volume

Montauk – S/T (Autoprodotto, 2013)

Con un nome che richiama l’oltreoceano (vi basterà cercarlo su google per scoprire come ho fatto io le tante cose a cui corrisponde), i Montauk vengono da Bologna e dichiarano subito la musica che fanno, senza nemmeno lasciarci il tempo di indovinarlo: postcore, slowcore, indierock, punk e cantautore. Così si presentano sulla rete nei vari siti dove mettono la loro musica autoprodotta, che non è niente male. …

Read more

Gli Altri – Fondamenta, Strutture, Argini (Taxi Driver, 2013)

Crossover nel senso più nobile della parola sempre se oggi ha ancora una ragione utilizzarla. Il quintetto savonese ricorda i Massimo Volume che improvvisamente perdono la brocca e iniziano a fare hardcore. Una considerazione che inevitabilmente fa riflettere su quanto sia stata importante ed influente la band di Emidio Clementi prima che il medesimo prendesse coscienza delle sue fini qualità letterarie. Gli Altri invece, non mollano mai la presa, ostentando una tensione chitarristica drammaticamente emotiva. …

Read more

Bemydelay – Hazy Lights (Boring Machines, 2013)

Dopo le atmosfere eteree e la chitarra in loop di To The Other Side, torna Marcella Riccardi (già in Franklin Delano, Blake/e/e/e e Massimo Volume) con il solo project Bemydelay. I titoli dei due lavori sono già dei preziosi indizi sul contenuto: mentre con il precedente, come accennato, ci si abbandonava a melodie ipnotiche e stratificate in cui la stessa voce veniva posta sullo stesso livello di qualsiasi altro strumento eclettico suonato nelle tracce, in Hazy Lights l’approccio è diverso, i vari accordi effettati, i delay vengono archiviati lasciando spazio ad un suono minimale e scarno, fatto spesso di due – tre laconici accordi.

Read more

Cris X: l’eminenza grigia dei Lendormin prende il largo in solo

Neanche troppi anni fa c’erano i Lendormin: a me era capitato di incontrarli nella serie P.O. Box della Wallace con cui Mirko Spino aveva messo insieme alcuni dei migliori demo che gli erano arrivati nella casella postale. A dimostrazione del buon fiuto di Spino, fra i nomi di quei CD si incontravano Claudio Rocchetti, Sedia, Taras Bul’ba e appunto i Lendormin, in cui Cris aveva un ruolo importante. Si trattava di un gruppo piuttosto anomalo, una specie di collettivo aperto, fra sperimentazione, musica free e pura essenza freak, che produsse una pletora di CD, CD-R, collaborazioni (ad esempio quella con il romano DBPIT) e tracce isolate su raccolte. Poi succede che, come in molte storie, ognuno prenda la propria strada e Cristiano Luciani diventi quel Cris X che, nel giro di tre anni, ci ha regalato due split su vinile con Maurizio BianchiMerzbow e diverse collaborazioni con Keiko Higuchi, Sachiko ed infine KK Null (che già aveva incrociato le manopole del mixer con Deison per un disco splendido). …

Read more
Back to top