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Tag Archives: massimo pupillo

Walter Prati, Evan Parker/Lukas Ligeti, Joao Orecchia – Phonometak #9 (Phonometak/Wallace, 2012)

Il penultimo capitolo della Phonometak Series ospita le gesta di quattro bei nomi dell’improvvisazione, accoppiati due a due. Walter Prati ha in curriculum, fra le altre, collaborazioni con Thurston Moore, Robert Wyatt e Gianfranco Schaiffini (già nel Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza) e il suo sodalizio con Evan Parker (carriera quarantennale al fianco di Derek Bailey e dei più grossi nomi dell’impro mondiale) ha già fruttato diverse incisioni. È invece inedita l’accoppiata fra Lukas Ligeti, che avevamo incontrato in The Williamsburg Sonatas in compagnia di Gianni Gebbia e Massimo Pupillo e il polistrumentista Joao Orecchia, all’opera in vari gruppi e in collaborazione con Joseph Suchy. …

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Newtone 2060 – Shot (Fratto9 Under The Sky, 2011)

Sono innamorato di questo disco fin dalla prima traccia che avevo ascoltato in rete: non sapevo neppure di chi si trattasse, poi quando ho scoperto che si trattava di un Otolab con Cristiano Calcagnile ho avuto l'ennesima riprova che la classe non è acqua. E' giusto ragionare in termini di musicisti di serie A e di serie B? Indubbiamente no, ma in tempi di qualunquismo scambiato per relativismo diciamo che sì, esistono musicisti su livelli diversi, certo, questo non ne garantisce sempre i risultati, ma quest'ultima affermazione direi che faccia parte della bellezza intrinseca della musica, dove i canoni di valore assoluti lasciano un po' il tempo che trovano. …

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On Fillmore/Pupillo, Kazuhisa, Yasuhiro – Phonometak Series #7 (Phonometak/Wallace, 2010)

Era un da un po’ di tempo che mi chiedevo che fine avessero fatto questi due geni, perché al di là della discografia singola di Glenn Kotche (Wilko, Loose Fur, Bobby Conn etc.) e Darin Grey (Dazzlin Killmen, Bris Glace, You fantastic) il gruppo mi ha sempre fatto impazzire. Per chi non li avesse mai sentiti, si tratta di un duo con una formula tanto semplice quanto intensa. Percussioni e basso, metallofoni, qualche effetto e null’altro, ma in mezzo ci sentirete un groove a dir poco penetrante e un sostrato percussivo di suonini, lamiere, vibrafoni spalmati a tappeto tanto da dare questa strana atmosfera fra jazz, minimal fusion tribale e notturna ed un suono così viscerale da lasciare senza molto da dire.

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Gianni Gebbia / Miss Massive Snowflake – Phonometak Series #6 (Phonometak Series, 2009)

Spero che molti di quelli che stanno leggendo conoscano Gianni Gebbia, si tratta di uno dei jazzisti (off?) di più alto livello che abbiamo in questa repubblica delle banane e oltretutto parliamo di uno di quelli come Mirko Sabatini, Nicola Guazzaloca, Francesco Cusa e altri, di cui purtroppo non si parla abbastanza e sicuramente non nella misura in cui lo meriterebbero. Se di Gebbia devo ricordare almeno due dischi, lo farei menzionando quel capolavoro dimenticato di Williamsburg Sonatas (sempre su Wallace) in trio con Lukas Ligeti (figlio di cotanto padre) e Massimo Pupillo (mister Zu) e il disco in duo con Stefano Giust (boss di Setola di Maiale).

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